Santoro: ‘Andiamo oltre La7’

«Abbiamo fatto più di 100 puntate, dobbiamo aver il tempo per pensare a cosa faremo». Con la puntata in piazza del 18 giugno finirà la storica trasmissione ideata e condotta su La7 da Michele Santoro, Servizio pubblico. «Saremo a Firenze in piazza, chiederemo a tutti di indossare qualcosa di rosso» - annuncia.

Michele Santoro non indietreggia e in una conferenza stampa-fiume in cui parla a 360 gradi, affronta anche il tema della riforma della Rai, nella sede della Stampa estera a Roma, dove ha accompagnato Giulia Innocenzi alla presentazione della nuova stagione di ‘Announo’, con le sue quattro puntate: ospiti fissi Antonio Di Pietro e Alba Parietti, che interagiscono con i ragazzi presenti in studio.

Santoro ha detto: «Se Renzi vuole dare la dimostrazione che il Paese cambi, provi a cambiare la Rai: è una riforma senza costi, l'unico prezzo per lui è rinunciare al controllo sulla Tv di Stato. Se da un cambiamento della Rai e della governance cambia il sistema è un punto, altrimenti non si arriverà a un mercato in cui ci si sfida liberamente, come Renzi ha promesso».

Santoro ha confermato la fine di ‘Servizio Pubblico’ e ha fatto il punto sul genere talk, che egli stesso ha di fatto reinventato, ricordando come la sua sia una trasmissione che ha segnato una parte importante della storia della Tv italiana e la vita di La7. «È nata senza un canale di distribuzione ed è riuscita a raggiungere risultati straordinari - sottolinea - . Oggi c'è una situazione di superinflazione nel settore, gli editori hanno scelto di mettere in competizione i contenitori informativi tra di loro, La7 stessa è diventata una rete dove l'innovazione ha avuto un margine assai scarso.

Il mio futuro? Ho molte idee, mi auguro che a Cairo possano interessare. So solo che almeno per un po’ non farò un programma da 30 puntate. La verità è che sono sul mercato, metto le mie idee a disposizione di Rai, Sky. Noi facciamo cose straordinarie, agli altri lasciamo le cose ordinarie».

Santoro ha sottolineato anche che un eventuale nuovo programma potrebbe «anche essere itinerante». Tante idee, ma soprattutto le possibilità di realizzarle, a cominciare ovviamente dalle risorse finanziarie. ‘Servizio Pubblico’ ha segnato una parte importante della storia della Tv italiana. È nata senza avere un canale di distribuzione; è riuscita a fare in modo che una piattaforma distributiva della portata dello 0,3% arrivasse all'8% di ascolto. È un risultato difficilmente eguagliabile, è una perfomance straordinaria, studiata nelle università di mezza Europa, mentre in Italia è passata quasi inosservata. In Italia non ha innescato l'attenzione dell'imprenditoria».

Santoro ha tenuto a dire: “Cairoci ha sempre lasciato enorme libertà, siamo in ottimi rapporti e spero di continuare ad averne. Ancora oggi ‘Servizio Pubblico’ è leader nei social network, è il più seguito via streaming. Quando sono arrivato a La7, mi auguravo diventasse cavallo più veloce di tutta la Televisione italiana. Cairo non ha mai ostacolato il nostro programma, non ha mai posto limiti. Sarebbe da mettere alla guida del Paese, farebbe la spending in maniera ottima”.

Inoltre, «si sono dette tante stupidaggini: affermare che in Italia c'è la crisi del talk, è un falso teorico. C'è la crisi del sistema televisivo italiano, da cui da tempo l'innovazione è scomparsa».

E ancora: «In Italia si spende di meno per produrre programmi. Questa è l'origine del fatto che noi stiamo diventando sempre più periferia».

Cairo ha aperto a Santoro dicendo che La7 è aperta a sue nuove iniziative ma l’impressione è che anche questo ciclo sia finito e che il gruppo (con o senza travaglio?) possa approdare altrove.

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