Santoro: ‘Annozero’ deve andare in onda

In una lettera al direttore generale Masi Michele Santoro definisce la mancata messa in onda del programma un danno per il servizio pubblico. Masi replica: il palinsesto è competenza di cda e direttore generale.

Reintegrato in Rai a suo tempo dal giudice del lavoro; date le dimissioni in diretta per poi fare marcia indietro, Michele Santoro continua a ritagliarsi spazi da primadonna anche quando non va in onda.
Lo avevamo lasciato al ripensamento sul suo abbandono di Annozero dopo che, annunciatolo in diretta con un monologo da 20 minuti nei quali ha usato la Tv pubblica come proprio pulpito per giustificare e motivare le proprie scelte professionali, e dopo aver sparato a zero sulla dirigenza Rai, condannava la pessima gestione delle sue dimissioni ed una presunta "fuga di notizie".

In questi giorni Michele Santoro è tornato all'attacco, cambia solo il pulpito. Con una lettera al direttore generale della Rai Mauro Masi, il Nostro sollecita l'inserimento della trasmissione nel palinsesto autunnale (la Rai è totslmente reticente sul tema e spera ancora di non dover bere l'amaro calice). "Non c'è piu' tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero" - scrive il conduttore di Annozero per sollecitare poi il direttore generale a "provvedere di conseguenza a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state gia' tutte opportunamente istruite e consegnate alla rete dopo aver definito con il direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive".
Per concludere, forse forte degli indici d'ascolto di una RaiDue che può contare sul al massimo due programmi che ne sostengono l'audience, uno dei quali appunto quello di Santoro - e questo gli va riconosicuto - che "la mancata messa in onda del programma sarebbe un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori".

La risposta di Masi è arrivata puntuale. Il direttore generale è deciso a mantenere il proprio ruolo e sottolinea le priorità della propria figura nella decisione e formulazione dei palinsensti. "Sul punto sollevato - ha risposto stringato Masi - la governance aziendale è estremamente chiara: i palinsesti sono proposti al Consiglio di amministrazione esclusivamente dal Direttore Generale in base a considerazioni di merito specifico".

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