Santoro torna in ondaO

Il ricorso di Michele Santoro contro la Rai è stato accolto dalla magistratura: il Tribunale di Roma ha disposto il suo reinserimento nell’attività lavorativa sui canali della Tv di Stato.

Il giornalista Michele Santoro dovrà tornare a lavorare in Rai secondo quanto previsto dal suo contratto, e quindi all'interno di un programma di approfondimento giornalistico.

A stabilirlo con un'ordinanza esecutiva (contro la quale la Rai può tuttavia fare ricorso) è stato il giudice della sezione del lavoro del Tribunale civile di Roma Massimo Pagliarini, accogliendo il riscorso d'urgenza presentato da Santoro e dal suo legale, Domenico D'Amati (specializzato da tanti anni in cause di lavoro "anti-Rai").

"Siamo soddisfatti" - ha detto D'Amati, mentre nella redazione di "Sciuscià" (il programma di Santoro chiuso da RaiDue) c'è addirittura euforia. L'ordinanza prevede che Santoro venga reinserito immediatamente nell'attività lavorativa secondo le mansioni occupate fino all'estate scorsa, che all'epoca consistevano appunto nella conduzione di "Sciuscià", trasmissione accusata di parzialità dal centro-destra e non ben vista neppure da tutta la sinistra.

Il legale di Santoro ha aggiunto che, entro fine gennaio, è attesa la data di convocazione per la fase di merito e in quella sede si parlerà anche del risarcimento chiesto dal giornalista alla Rai.

Santoro, tuttora sotto contratto con la Rai, era ricorso ai giudici chiedendo di essere reinserito nell'attività giornalistica dopo che i vertici dell'emittente di Stato non lo avevano incluso nel palinsesto televisivo di quest'autunno.

"Le scelte di Saccà contro Santoro e la sua redazione erano dunque contrarie alla legge". Questo il commento di Paolo Gentiloni, responsabile della Comunicazione e capogruppo della Margherita in Commissione di Vigilanza, il quale ha aggiunto che "ora la Rai deve fare subito marcia indietro, rimandando in onda 'Sciuscià' nella precedente collocazione: una provvidenziale boccata d'ossigeno, vista la crisi d'ascolti e di qualità che sta attraversando".

Opposte ma un pochino "deboli e deluse" (almeno a occhio) le reazioni sul fonte opposto. La Rai (possibilità di ricorso a parte) sottolinea che nessuno la obbliga a ritrasmettere proprio "Sciuscià" (si cercherà dunque eventualmente di sottoporre a Santoro altri progetti), dal centro-destra qualcuno sottolinea (cosa che in teoria è "pacifica") che non possono essere i giudici a fare i palinsesti. Ma - verrebbe da dire - i conduttori sgraditi non devono neppure essere liquidati mediante discorsi all'estero del Presidente del Consiglio.

Va ricordato tuttavia, a questo proposito, che è stato rigettato il secondo ricorso presentato da Santoro alla magistratura, ovvero quello contro lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi. "Il giudice - spiega D'Amati - ha respinto la domanda con cui si chiedeva di ordinare al premier di astenersi da ogni comportamento diretto ad impedire il suo impiego dentro la Rai".

E mentre è giallo invece sulla sorte di Enzo Biagi (la Rai dice di volerlo impiegare, dopo mesi e mesi di stallo, ma si infittiscono anche le voci di un tentativo di liquidarlo con una sontuosa buonuscita), per il presidente della Rai Baldassarre la resistenza, con Albertoni, a Viale Mazzini sembra giunta agli ultimi giorni.

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