Sì definitivo alla legge sui diritti sportivi Tv

Ha tagliato il traguardo alla Camera la legge che fissa il ritorno alla contrattazione collettiva per ciò che riguarda i diritti del calcio. Fra le altre cose, sono previste alcune nuove opportunità anche per le Tv locali. Il Governo ora deve emanare entro sei mesi i decreti attuativi.

Vediamo per prima cosa quel che è comparso sul sito www.datasport.it:

«La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla riforma dei diritti Tv del calcio e degli altri sport. Il disegno di legge prevede, tra gli altri provvedimenti, il ritorno alla contrattazione centralizzata dei diritti. Il disegno di legge era stato già approvato dalla Camera il 23 gennaio scorso; a sua volta, il Senato aveva dato l'ok il 9 maggio scorso con ulteriori modifiche. Il Governo avrà ora sei mesi di tempo per emanare i relativi decreti.

Si annunciano dunque nuovi scenari per quanto riguarda il mondo dello sport in Tv e in particolare del calcio. Il disegno di legge prevede infatti il ritorno alla vendita in forma centralizzata dei diritti, in modo da riequilibrare la distribuzione delle risorse derivanti dalla loro cessione. Una quota prevalente verrà ripartita in parti uguali, la restante parte in base al bacino d`utenza e ai risultati sportivi; una quota residua sarà destinata ai settori calcistici giovanili e dilettantistici, ma anche agli sport cosiddetti minori.

Al momento ogni singolo club vende i propri diritti in base alla contrattazione con le emittenti. Agli inizi di gennaio, un'indagine dell'Antitrust sul mondo del calcio aveva messo in luce "come il regime di vendita e ripartizione dei diritti televisivi esistente in Italia abbia accentuato gli squilibri di tipo economico tra società maggiori e minori".

Il provvedimento prevede procedure che garantiscano la libera concorrenza tra operatori della comunicazione, con la realizzazione di un sistema equilibrato dell`offerta televisiva in chiaro e a pagamento, e con la salvaguardia delle esigenze delle emittenti locali (sub-licenza per i diritti tv acquisiti e non utilizzati).

Si prevede che la riforma diventi operativa per tutte le competizioni sportive a partire dal 1° luglio 2007, ma si è necessariamente dovuto tener conto dei contratti che le singole società di calcio hanno già stipulato individualmente anche per i prossimi anni. Una fase transitoria salvaguarderà gli accordi in essere fra emittenti e club stipulati prima del 31 maggio 2006».

Altri interessanti particolari, soprattutto per quel che concerne le emittenti locali, dal sito www.repubblica.it:

«Torna la vendita collettiva dei diritti Tv del calcio. Con 292 voti favorevoli, quattro contrari e 146 astenuti la Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che delega il governo a revisionare la disciplina. Si sono astenuti i deputati di Forza Italia e Alleanza Nazionale mentre l'Udc ha votato a favore.

Il provvedimento, che porta i nomi dei ministri dello Sport Giovanna Melandri e delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, prevede procedure che garantiscano la libera concorrenza tra operatori della comunicazione, con la realizzazione di un sistema equilibrato dell'offerta televisiva in chiaro e a pagamento, e con la salvaguardia delle esigenze delle emittenti locali.

Il testo prevede di 'sublicenziare' i diritti acquisiti e non utilizzati, d'accordo con la Lega calcio, a Televisioni locali. Questo è il caso, per esempio, dei diritti della serie B acquistati dalla Rai che per ragioni di palinsesto non ha trasmesso tutte le partite. Ora è possibile, per le emittenti locali acquistare "a prezzi equi", sotto il controllo dell'Antitrust, singoli eventi 'parcheggiati' nei magazzini dell'emittente pubblica. Resta il punto di fondo che un'emittente non può comprare tutto e poi rivendere, e sarà compito dei decreti applicativi e dell'Antitrust definire come vigilare su questo divieto.

Viene poi previsto un maggior sostegno ai campionati minori e ai vivai delle squadre di calcio. È demandata alla Federcalcio la disponibilità dei fondi necessari non solo per questo, ma anche per la sicurezza degli stadi, in vista delle gestione diretta degli impianti sportivi da parte dei club. La percentuale sarà definita dalla Lega e dovrebbe essere meglio precisata nei decreti attuativi. I proventi dei diritti televisivi del calcio potranno essere assegnati, poi, anche ad altre discipline "non calcistiche"».

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