Televisione
Si prepara la nuova Telegenova
29 Aprile 2011
«Tutti vogliono conoscere i salvatori di Telegenova, la televisione più antica e più amata dai genovesi. I Magnifici Tre.
Enrico Mezzani - Imprenditore con interessi soprattutto all'estero: Principato di Montecarlo, Albania, Romania. Rapporti con gli sceicchi. Ma orgoglioso di essere italiano. Nei suoi uffici c'è sempre la bandiera tricolore. E c'è anche adesso nel quartier generale di Via XX Settembre. Nella società che ha rilevato Telegenova da Raimondo Lagostena ha l'80% delle azioni (all'inizio il capitale versato è stato di 10 mila euro, ma questo è servito per creare la società, poi ci saranno grossi investimenti)…
Adesso vi facciamo conoscere gli altri due azionisti di LDV… al 10%. Massimo Serena e Marcello Locchi. Entrambi dottori commercialisti.
Massimo Serena - Studio in Via Fieschi. È il più giovane del trio. E anche il più originale. Certi amici ricordano la sorpresa di quando a una festa a Casale Monferrato lo videro arrivare in divisa militare, da ufficiale dell'eserrcito dell'Ottocento. Tutti pensavano che stesse facendo carriera militare. Invece era un commercialista. E un commercialista con i fiocchi e i controfiocchi. Mezzani, nei suoi staff, vuole sempre i numeri uno.
Marcello Locchi - Sarà l'amministratore delegato. Farà quello che ha sempre fatto: trasformare gli investimenti in business. Per lunghi anni è stato al fianco del dottor Ubaldo Santi, figlio del compianto onorevole Ermido Santi. Giovanissimo, era già in consiglio comunale, PSI, corrente F, fare i banchieri. Ma si misero contro il Gotha genovese della Finossa. Ruppe con il gruppo quando il sen. Franco Fossa come assessore gli preferì Cosimo Surace, semplice funzionario dell'allora Iacp, l'istituto delle Case Popolari: "Io sono un bocconiano", disse sdegnato e sbattè la porta. Con Locchi ha legato perchè sono entrambi "bocconiani", cioè laureati nella prestigiosa università milanese che accoglie sono i cervelloni. Per anni Santi e Locchi hanno formato un duo inscindibile,i l braccio e la mente. Culo e camicia, come si usa dire. Santi junior aveva creato il Genoa Professional Group, aveva grosse ambizioni. Voleva conquistare Genova, con l'aiuto di Locchi. Insieme avevano rilevato un'azienda militare, che si era trasformata in un business pazzesco.
Ma il loro capolavoro avrebbe dovuto essere la scalata al Banco di San Giorgio. Giovani e forti si sentivano pronti a rilevare l'istituto di credito che aveva il simbolo di Genova, si sentivano pronti a trasformarsi in banchieri. Ma si misero contro il Gotha della finanza genovese, da Cauvin a Mantovani, a Garrone. Dovettero arrendersi. Dopodichè Santi andò a cercare fortuna a Trieste, è rientrato sulla piazza di Genova solo da poco. Locchi (che non ha ancora 50 anni, anche se è pelato, secondo il look che ormai va di moda) si mise a operare soprattutto all'estero. Poi il fortunato incontro con Mezzani e l'idea di acquistare Telegenova.
Il dottor Locchi ha spiegato alle persone che sta contattando: "Noi di televisione non sappiamo niente. Per noi Telegenova deve essere un business. È come se avessimo acquistato uno stabile che stava andando in malora.Noi lo ristrutturiamo, poi vendiamo gli appartamenti". Una strategia chiara, da veri uomini d'affari».
Ma deus ex machina resta come di consueto Franca Brignola:
«Non si sarà ancora quando nascerà la nuova Telegenova, ci sono ancora parecchie pratiche da sbrigare. Si sa però che nascerà all'insegna della continuità. Cioè nel segno di Franca Brignola.Il nuovo editore Enrico Mezzani l'ha infatti proclamata: presidente onorario di Telegenova. Nello staff di Raimondo Lagostena aveva la carica di direttore editoriale».
Un'altra Tv ex Profit in difficoltà era ed è Canale 10 di firenze, venduta il 26 gennaio scorso alla Iasu Ltd di Gennaro Ruggiero e uscita dalla syndacation Odeon Tv. A Pasqua i problemi si sono acuiti, come riportato dalla stampa locale:
«Una crisi scoppiata due anni fa e acuita dall'arrivo, il 1 febbraio di quest'anno, della Iasu Ltd. Il risultato è che da due mesi i lavoratori non percepiscono lo stipendio e che le prospettive future sono di fatto inesistenti. Una delegazione di Canale 10 è stata… ricevuta da Don Momigli, Direttore dell'Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi, che si farà intermediario presso l'Arcivescovo di Firenze, Monsignor Giuseppe Betori. Don Momigli nell'esprimere solidarietà e partecipazione ai dipendenti di Canale 10 ha assicurato la disponibilità della Curia fiorentina ad impegnarsi su questo fronte in accordo con le istituzioni locali. Nel maggio 2008 i lavoratori di Canale 10 erano 34. Oggi i dipendenti sono soltanto 10».





























