Simona Ventura a Sanremo, Tony Renis indagato

Mentre la Rai sembra orientata a utilizzare “santa Simona” anche per l’incerto Festival 2004, a Potenza una clamorosa inchiesta mette in difficoltà non solo Tony Renis ma anche Anna La Rosa e tanti altri.

Sarà Simona Ventura, a quanto pare - e la scelta in fondo era tutt'altro che imprevedibile - , a tentare la bella impresa di salvare il pericolante Festival di Sanremo 2004, che fra incertezze sulla formula, diserzione dei discografici, annunci di rassegne alternative e soprattutto seri dubbi sull'opportunità di affidarsi alle mani di un personaggio discusso come Tony Renis, più che altro noto per la sua amicizia col premier Silvio Berlusconi e per la conoscenza di personaggi legati alla Mafia, rischia seriamente di naufragare. La Ventura, ormai beniamina dei direttori Rai per aver condotto benissimo il "fenomeno 'Isola dei famosi'", avrà l'arduo compito di sostituire un Paolo Bonolis che ha fiutato benissimo l'aria di possibile disastro che incombe sulla manifestazione ligure (ricordiamo anche gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria che ha travolto gli ex amministratori locali Bissolotti e Bottini).

La notizia del generoso tentativo di Simona, purtroppo per lei e per la Rai, è però arrivata nel giorno (ieri, venerdì) in cui si è appreso della clamorosa inchiesta che vede coinvolti a Potenza un gran numero di "Vip", fra cui appunto Tony Renis. Di che si trattaO Vediamo cosa ha scritto l'Ansa:

"Settantasei persone sono indagate in un'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Henry John Woodcock, che ha ipotizzato i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti, turbata libertà degli incanti, corruzione, estorsione, millantato credito, favoreggiamento e rivelazione di segreti di ufficio.

Fra gli indagati vi sono il presidente del Perugia calcio, Luciano Gaucci, il cantante Tony Renis, la diretrice dei servizi parlamentari Rai Anna La Rosa, l'ex sondaggista Gianni Pilo, Ernesto Marzano, fratello del Ministro delle Attività produttive Antonio, gli ex segretari della Cisl Sergio D'Antoni e Franco Marini, l' industriale della carne Luigi Cremonini, l'ambasciatore italiano presso l'Unione Europea Umberto Vattani, Flavio Briatore, direttore della scuderia corse di Formula Uno della Renault.

Alcuni episodi riguardano, in particolare, la fase successiva alla messa in liquidazione della Federconsorzi e quindi l'acquisizione dei suoi crediti; altri casi si riferiscono ad appalti della Regione Lazio e delle Poste; trattative private dell'Istituto case popolari del Lazio per il servizio di pulizia e la fornitura di ''auto blu'' con autista; la concessione di spazi per servizi di bar-ristorante in un centro agroalimentare della zona di Roma; la cessione di alloggi al Comune di Roma nell'ambito dell'emergenza abitativa; lavori di recinzione da eseguire per conto della società Aeroporti di Roma; vi sono poi episodi di favoreggiamento nei confronti di alcuni indagati da parte di persone che erano venute a conoscenza dell'apertura dell'inchiesta.

Al termine di indagini avviate oltre un anno fa e condotte dal Gico di Roma della Guardia di Finanza e dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Potenza, Woodcock - alcune settimane fa - ha chiesto l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 21 indagati; di arresti domiciliari per altri 26; la sospensione dall'esercizio di pubblici ufficiale o il divieto di esercitare alcune attività professionali o imprenditoriali per altri nove indagati.

Il giudice per le indagini preliminari, Gerardina Romaniello, non ha accolto le richieste, dichiarando la propria incompetenza per territorio a giudicare i fatti, poiché la maggior parte dei reati sarebbero stati commessi a Roma. Nella sua ordinanza, il gip, tuttavia, ha sottolineato la gravità degli indizi raccolti dal Pubblico Ministero".

Successivamente si è appreso che "la custodia cautelare in carcere era stata chiesta dal pubblico ministero, Henry John Woodcock, per 21 persone: Carlo Lancella, Roberto e Claudio Petrassi, Tommaso Olivieri, Dario Barbato, Giovanni De Pierro, Rigoberto Caramanica, Giovanni Lombardi, Guido Torelli, Bernardo Benincasa, Pierdomenico Gallo, Walter Spanio, Elio Cesari (in arte, Tony Renis), Ernesto Marzano, Giovanni Padula, Roberto Marraffa, Maurizio Mancianti, Fabio Massimo Pallottini, Fabrizio Montali, Luigi Scordamaglia e Benedetto Battisti.

Per altri 26 indagati, il pm aveva chiesto gli arresti domiciliari: Luciano Gaucci , Massimiliano Mancinelli, Franco Paoluzi, Umberto Vattani ,Anna La Rosa, Antonio Buonfiglio, Federico Tedeschini, Renzo Mingolla, Salvatore Limata, Giovanni Pilo, Pierluigi Polverari, Nicola Latorre, Giulio Gargano, Paolo Agostini, Francesco D' Ottavi, Luigi Caruso, Vincenzo Baldassarre, Mauro Ferri, Luigi Cremonini, Alberto Testa, Maurizio Cicchetti, Carmelo Bianco, Loris Talone, Maria Proietti, Giovanni Potenza e Giulio Alloro...

Tony Renis e Renzo Mingolla, sono accusati di millantato credito... per i crediti fiscali della Credit Securitization; Renis risponde di millantato credito anche per un altro episodio".

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