Sitcom: la soluzione del conflitto

Giancarlo Innocenzi, che, come abbiamo visto pochi giorni fa, è stato appena eletto alla carica di sottosegretario al Ministero delle comunicazioni ed è esponente di Forza Italia, ha abbandonato completamente la Sitcom,

risolvendo così il piccolo (rispetto a questioni analoghe ben più note...) conflitto d'interessi che lo vedeva protagonista.

Innocenzi ha lasciato la carica di presidente della Sitcom e sembra abbia anche definito un accordo per la cessione delle sue quote della società (che equivalevano a quelle dell'altro fondatore, Valter La Tona, in modo che i due potessero assieme controllare la società) allo stesso La Tona, in un momento, peraltro, estremamente delicato nella vita del gruppo.

Dopo il recente riadattamento della struttura produttiva e manageriale, determinata dal fallito ingresso in Borsa, la Sitcom sembra comunque destinata a portare avanti molti dei progetti televisivi (tra cui il preannunciato ingresso nella società di un nuovo partner tecnologico) relativi ai canali digitali in chiaro, continuando tuttavia a trarre dai canali "pay" posizionati nel bouquet D+ (Inn, Marcopolo) la propria principale fonte di guadagno.

In arrivo - pare - anche una concessionaria di pubblicità interna, la DAD, guidata da Marco Bussinello.

Ricordiamo che Sitcom, oltre a curare i citati canali di D+, realizza anche in chiaro Alice (cucina), Nuvolari (motori) e Leonardo (moda), mentre da tempo è annuanciato (ma non realizzato) l'altro canale Espresso. Intensa, ancor più in prospettiva, l'attività all'estero, soprattutto in Europa.

Per ciò che riguarda la struttura societaria dopo l'uscita di scena di Innocenzi, infine, va chiarito che il 66% di Sitcom fa capo a La Tona, il 14 a Gestielle Merchant e l'8% circa a Finemiro, mentre più dell'11% appartiene a manager e dipendenti del gruppo.

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