Sky e la gara del ‘dividendo’

La scadenza ormai è in vista –

L’Agcom ha fissato le regole delle gare per assegnare il ‘dividendo digitale’ televisivo. Tre le gare: una per due canali con Rai e Mediaset, una per tre canali con (forse) Sky, una per Tv mobile o DVB-T2 (un canale). Romani prova a porre nuovi ‘paletti’ a Sky.

Prima di tutto la decisione dell'Agcom, ben illustrata anche in questo caso da 'TeleRadioFax' di Aeranti-Corallo:

«Con delibera n. 497/10/CONS del 23 novembre u.s., l'Agcom ha fissato le procedure per l'assegnazione delle frequenze disponibili in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre e misure atte a garantire condizioni di effettiva concorrenza. Tale delibera fissa i criteri e le procedure attraverso cui dovranno essere messa a gara (con il c.d. “beauty contest”) le 5+1 frequenze destinate al cosiddetto “dividendo interno” per la tv digitale. Il primo elemento di novità introdotto dalla delibera è la possibilità di utilizzare la sesta frequenza (originariamente destinata alle trasmissioni in DVB-H) anche per trasmissioni in standard DVB-T2 (cioè il DVB-T di seconda generazione, che dovrebbe garantire la possibilità di veicolare un numero molto maggiore di contenuti, anche in alta definizione, rispetto all'attuale standard DVB-T).
Le sei frequenze in gara verranno suddivise in tre insiemi: A, B e C. Il primo insieme, costituito da tre lotti (A1, A2 e A3) è quello destinato ai nuovi entranti e, in seguito alla Decisione della Commissione europea del 20 luglio u.s., anche a Sky (che tuttavia dovrà limitarsi all'impiego per trasmissioni non codificate).
Alla gara per l'assegnazione del lotto B, costituito da 2 frequenze (B1 e B2) potranno concorrere anche Rai e Mediaset.
L'assegnazione delle frequenze si baserà su una serie di parametri di qualità dei progetti che le emittenti dovranno presentare. Alla gara relativa al lotto C (costituito dalla frequenza che verrà utilizzata in DVB-H o, in alternativa, in DVB-T2) non potranno partecipare né Rai né Mediaset, dal momento che, trattandosi di una frequenza che potrebbe essere utilizzata per la Tv mobile, le stesse già ne hanno una a disposizione (per questo alcuni ritengono che potrebbe finire a Telecom, cui è stato tolto un mux, e fare comunque sperimentazione in genere, magari anche 3D; Ndr.)».

Ma la politica si riaffaccia adesso sulla scena, con il tentativo (o almeno interpretato come tale) del Ministro Paolo Romani di porre nuovi paletti a Sky, che ha avuto il 'permesso europeo' per partecipare alle gare. Romani ha deciso ora di rivolgersi al Consiglio di Stato per chiedere un parere sulla “reciprocità tra Stati” in vista della gara per i multiplex digitali di cui sopra. La richiesta era “obbligatoria”, a detta del Ministero, per garantire l'emanazione in tempi rapidi del bando di gara, che dovrà essere sottoposto in ogni caso all'Europa.
Romani chiede lumi al Consiglio di Stato “per sgombrare ogni possibile equivoco su come debba essere inteso il principio della reciprocità tra Stati - spiega il ministero - , con particolare riferimento, ovviamente, a quelli extra Ue”. E il pensiero corre subito alla News Corp, di Murdoch, media company americana (pur radicata anche in Europa) e che fa capo appunto a Murdoch, magnate australiano.
Dura la polemica dell'opposizione che considera l'iniziativa di Romani solo come un “pretesto” per tentare nuovamente di fermare Sky.

Intanto il Consiglio di Stato può avvalersi della 'consulenza' dell'Agcom, prevista in materia. E secondo indiscrezioni di 'MF',
«Sky Italia può partecipare alla gara di assegnazione delle frequenze digitali. Sarebbe questo l'orientamento preso dall'Autorità per le Comunicazioni alla quale il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, aveva chiesto un parere nei giorni scorsi prima di dare il via a tutte le procedure».

Ora la palla è al Consiglio di Stato, che dovrebbe decidere fra pochi giorni.

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