Satellite
Sky rinuncia a 'Shooting Silvio'
Idem per il palinsesto di maggio: 'Shooting Silvio' non c'è più.
La difesa di Sky in relazione alle molte proteste per la messa in onda della pellicola (film 'maledetto' e pochissimo visto in sala, anche perché sparito presto dalle programmazioni, in cui si ipotizza in forma un po' sarcastica un attentato a Berlusconi) in precedenza era consistita in un comunicato sintetico nel quale l'azienda di Murdoch diceva che il film veniva trasmesso «in quanto parte del cosiddetto pacchetto Anica che obbliga la pay-tv ad acquisire tutti i film italiani che abbiani raccolto in sala più di 20 mila spettatori».Quindi, fra le righe Sky diceva: siamo stati obbligati a trasmetterlo.
Alcune indiscrezioni parlano anzi di un tentativo di non trasmettere il film, disponibile per la pay-tv dal gennaio 2008 e parte appunto del cosiddetto pacchetto Anica. Tra i produttori del film e Sky ci sarebbe stato - in questa versione dei fatti - una contestazione sul numero degli spettatori ,proprio perché la pay-tv non voleva trasmetterlo.
In realtà a fare parlare della pellicola non è stata tanto la sua qualità, stando a quanto hanno scritto i critici all'uscita del film in (poche) sale cinematografiche, ma proprio le polemiche nate sul suo contenuto. Il film, uscito nel 2007 e opera prima di Berardo Carboni, racconta la vicenda del delirante ventottenne Giovanni, detto Kurtz (come il colonnello pazzoide interpretato da Marlon Brando in Apocalypse Now). Per Giovanni, scrittore di scarse qualità, Silvio Berlusconi è un'ossessione, l'incarnazione del male da fermare a tutti i costi. Kurtz ci prova con un libro-invettiva, ma fallisce, allora progetta addirittura di rapirlo e ucciderlo. Il film ha come protagonista Federico Rosati e nel cast compare, tra gli altri, in un'apparizione straordinaria anche Marco Travaglio. Negli Usa un film analogo, 'Death of president', è stata di recente dedicato a George Bush.
Il resto, le polemiche sollevatesi a destra e le risposte di sinistra sono storia nota. Il partito di Silvio Berlusconi, "nemico" di Murdoch in fatto di emittenza televisiva, ha parlato di "incitamento all'odio", "apologia di violenza" e 'pessimo gusto' di Sky.
Ci pare tuttavia che, al di là del suo valore e persino del buono o cattivo gusto dell'opera, se un film non è stato né sequestrato né censurato (a parte la censura di fatto di non programmarlo, se non in poche sale) sia lecito trasmetterlo anche in Tv, specie in una pay-tv dall'amplissima e variegata offerta come Sky. Che però non sembra aver avuto il coraggio di dare un seguito alle prime programmazioni già avvenute e di rispondere alle consuete polemiche politiche di giornata. E non sembra un bel segno.
Elena Romanato
Mauro Roffi





























