Sky si ritira. Requiem per il beauty contest?

Clamorosa iniziativa di Sky. Secondo l’Amministratore Delegato Andrea Zappia, è “una decisione che ci auguriamo possa dare un contributo al mercato televisivo italiano aprendo un dibattito costruttivo su un processo che rischiava di frenarne la crescita invece di stimolarla”.

Sky Italia ha reso noto questo pomeriggio di aver ufficializzato nella giornata di oggi al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Commissione Europea la decisione - incondizionata e con effetto immediato - di ritirare la propria domanda di partecipazione alla gara per l'assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri, il cosiddetto “Beauty Contest”.

Andiamo avanti con il comunicato di Sky:

«Sky ha partecipato al Beauty Contest, avviato dal precedente Governo, sulla base di una specifica autorizzazione ricevuta nel luglio 2010 dalla Commissione Europea, autorizzazione che sottolineava come proprio Sky avesse contribuito allo sviluppo della concorrenza nel mercato televisivo italiano e come la sua partecipazione alla gara per l'assegnazione delle frequenze sul DTT avrebbe comportato un'ulteriore apertura del mercato.

La lunghezza dei tempi, ad oggi ancora indeterminati, che hanno caratterizzato lo svolgimento di questa gara e che impatteranno inevitabilmente sull'assegnazione delle frequenze, sono però diventati del tutto incompatibili con l'esigenza di pianificare con certezza gli investimenti che sarebbero necessari nel caso di un'ipotetica assegnazione.

Tale indeterminatezza dei tempi si è inoltre accompagnata a un bando che contiene elementi discutibili, legati all'adozione di un disciplinare di gara con regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato. Va ricordato che proprio tali regole hanno portato alcuni partecipanti alla gara - tra cui la stessa Sky - a presentare ricorsi all'autorità competente, ricorsi che potrebbero moltiplicarsi una volta annunciate le assegnazioni delle frequenze.

Tempi poco chiari e regole discutibili sono incompatibili con un mercato televisivo e uno scenario competitivo che è invece in rapida e costante evoluzione. Nella Televisione italiana stanno nascendo infatti nuovi modelli di business e fanno il loro ingresso nuovi player, provenienti spesso da settori finora estranei alla produzione e alla distribuzione di programmi televisivi.

Di conseguenza, questo Beauty Contest, nelle modalità impostate dal precedente Governo, non solo non interpreta più le reali esigenze di sviluppo e di apertura alla concorrenza di questo mercato, ma rischia concretamente di essere un elemento negativo per lo stesso.
Per questo, Sky ha deciso di ritirarsi con l'auspicio che questa sofferta decisione possa favorire una nuova stagione di riflessione tra tutti gli operatori e il nuovo Governo, per un profondo ripensamento delle regole con cui ridefinire in senso competitivo il sistema televisivo italiano.

Andrea Zappia, Amministratore Delegato di Sky Italia, ha commentato: “Ci auguriamo che questa nostra decisione, per quanto difficile e onerosa, possa dare un serio contributo ad avviare un dibattito aperto e costruttivo sul futuro della televisione nel nostro Paese; un futuro che in Italia, come in tutto il mondo, vede lo sviluppo e l'affermarsi di nuovi modelli di business basati anche su forme e tecnologie diverse dal DTT, basta pensare al successo che in altri mercati stanno avendo operatori che distribuiscono i loro programmi via DSL e fibra. Siamo convinti che l'obiettivo dei prossimi mesi è, e debba essere, creare le condizioni per fare del mercato televisivo un volano dell'economia digitale e - al fine di creare nuova occupazione e sviluppo - liberare l'incredibile potenziale creativo che è parte del DNA degli italiani. Credo che da questo punto di vista il Beauty Contest avrebbe potuto rappresentare un'importante occasione, ma ritengo che questa occasione sia stata mancata a causa dell'impostazione che è stata data a tutto il processo”.

“Questa decisione - prosegue Zappia - è coerente con le scelte industriali di Sky e con la sua politica di investimenti in Italia, incentrata sull'innovazione e le nuove tecnologie, e non modifica, ma anzi conferma e rafforza, l'intenzione a continuare a investire nel nostro Paese e a fornire il nostro contributo alla sua crescita economica"».

Un piccolo commento ci sembra d'obbligo. Il clamoroso ritiro di Sky da un beauty contest su cui pure aveva puntato molto e a cui aveva partecipato dopo vari tentativi del precedente Governo e di Paolo Romani in specifico di escluderla, tenendo conto anche della pressione dell'Europa che grazie al beauty contest aveva sospeso la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, sembra quasi un tentativo di convincere il neoresponsabile del Governo per il settore Passera che questo beauty contest proprio non va. Le «regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato» hanno convinto anche altri a lasciar perdere o a presentare ricorsi, con il risultato che di apertura del mercato televisivo non c'era quasi più traccia.

Telecom ritiene addirittura che la stessa Rai non possa ambire al sesto mux. E comunque tutti - compresa la stessa Rai - hanno presentato ricorsi.

Probabilmente Sky ritiene che sia possibile ora conseguire con questa mossa clamorosa l'annullamento stesso del beauty contest o almeno che la stessa Europa si renda conto che così di nuovi operatori o di apertura del mercato Tv non ce n'è più. Se invece alla fine il beauty contest andasse in porto con le regole attuali, si tratterebbe di una mossa almeno in apparenza autolesionista.

La parola dunque è a Passera. Quanto a Sky, il rischio c'è ma forse è ben calcolato.

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