Somalia: un inferno per i media

La recente uccisione di Hassan Osman Abdi, direttore di Radio Shabelle Media, è solo l’ultima in una scia di sangue che da anni colpisce i giornalisti della Radio somala in questione. E non solo…

L'uccisione di Hassan Osman Abdi, o “il fantastico Hassan”, direttore di Radio Shabelle Media è solo l'ultima in una scia di sangue che da anni colpisce i giornalisti della Radio somala in questione. Adbi è stato ucciso davanti alla sua abitazione nel quartiere di Wadajir, nella capitale Mogadiscio, a fine gennaio da un gruppo di uomini armati e mascherati.
Era il direttore dell'emittente indipendente di Mogadiscio ed è il terzo direttore ad essere ucciso. Nell'ottobre 2007 Bashir Nur Gedi è stato ucciso a Mogadiscio; Hassan Mayow Hassan, corrispondente di Radio Shabelle, è stato a sua volta ucciso il 1° gennaio 2009 e Mukhtar Mohamed Hirabe, anch'egli direttore, nel giugno 2009.

Il gruppo Shabelle Media Network è costituito da una Tv e una Web Radio indipendenti nate nel 2002. La radio trasmette dalle 6 del mattino a mezzanotte, mentre la Tv trasmette dalle 18 alle 22.
Il 18 dicembre 2011, invece, con un proiettile in fronte, a Mogadiscio è stato freddato da un uomo in divisa militare Abdislam Sheik Hassan, un freelance che collaborava con Horne Cable Tv e con Radio Hamar. Tutti questi giornalisti somali si occupavano di diritti umani. Tutte uccisioni senza un colpevole.

Il Governo federale di transizione somalo ha garantito un'indagine, come nel caso degli altri giornalisti uccisi. Ma le indagini non hanno mai portato a nulla, mentre i giornalisti che operano nel Paese africano continuano ad essere oggetto di aggressioni, uccisioni, minacce e agguati.

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