Sommario Millecanali 454 – Aprile 2015

La copertina e l’articolo di copertina di Millecanali di aprile si riferiscono ad una manifestazione ormai importante nel mondo del cinema e della produzione audiovisiva in generale e che ha presentato molte novità a livello tecnologico e di prodotti. È il Microsalon di Roma, stavolta svoltosi all’Eur, in una nuova e comunque ‘intrigante’ collocazione. In coda all’articolo alcune indicazioni sulla situazione del mondo del cinema in Italia.

Una bella esclusiva di questo numero è poi l’intervista a Dario Fo (pagina 18), realizzata in occasione della messa in onda del suo programma su Rai 5. Il Premio Nobel ci parla della trasmissione in questione ma anche del suo rapporto con il mondo della Televisione ieri e oggi.

Un articolo da segnalare è anche quello relativo alla produzione di Sanremo 2015 (pagina 72). Tutta da leggere poi la lunga intervista a Carlo Degli Esposti, il produttore del Montalbano televisivo e di ‘Braccialetti rossi’ (pagina 43).

Ma c’è spazio anche per Franco Bobbiese che ci spiega le ultime novità che riguardano la sua concessionaria milanese e il gruppo della cremonese Telecolor, con cui collabora dopo che è terminato il suo lungo rapporto con Telenova (pagina 40). Un altro interessante approfondimento è quello che riguarda i ‘mosaici interattivi di Sky’, sempre più usati dalla nostra pay-tv (pagina 50).

Per le Tv locali, consueto prezioso aggiornamento sulla situazione del digitale e delle frequenze interferenti (pagina 26) e - punto di riferimento immancabile - la consueta mega-tabella con gli ascolti di tutto il 2014 per le Tv locali, stavolta del Centro-Sud Italia (li trovate a pagina 30).

Sempre in tema di dati d’ascolto e parlando di Radio, ecco l’approfondimento sulle emittenti iscritte alla ricerca Eurisko Radio Monitor a livello locale. Inoltre eravamo presenti, come doveroso, alla nuova manifestazione Radiocity di Milano e ai successivi RadioDays.

Giovanna Maggioni di Upa fa poi il punto con noi sulle varie ‘Audi’ (esclusa appunto la Radio), che misurano le presenze e gli ascolti nei vari settori dei media.

Ma veniamo a Broadcast e Tecnologia.

Dopo il consueto Bollettino SMPTE, ecco un’intervista a Aldo Scotti di Rai Way, per poi esaminare, con Panasonic, ‘le nuove frontiere della camere IP’.

Un approfondimento è riservato alla produzione di ‘L’isola dei famosi’, che ha ottenuto un buon successo al suo primo anno in ‘versione Mediaset’.

Ancora: le problematiche e le prospettive della produzione 4K e un approfondimento sugli archivi video e sull’ardua opera di recupero dei filmati del passato.

 

Leggi qui sotto l'editoriale di Mauro Roffi

 

Di mese in mese

 

Le Tv locali aspettano un segnale

 

Decisionismo: a molti piace, ad altri assai meno, ma non si può negare a Matteo Renzi che abbia una gran voglia di decidere e di affrontare una quantità di questioni e problemi. I tempi non sono quasi mai quelli annunciati con grandi squilli di trombe dal Presidente del Consiglio ma va detto che il ritardo è alla fine ‘perdonabile’, visto che in effetti quanto viene preannunciato viene poi tenacemente perseguito (ciò vale anche nei casi ‘peggiori’, beninteso), fino alla stretta finale. Una svolta, in effetti, che comporta molti rischi sul piano dell’accentramento dei poteri in un uomo solo e nell’Esecutivo in genere, ma un cambiamento anche importante per un Paese dove la logica del rinvio era stata sempre, più o meno, quella vincente, e l’idea fissa era un po’ quella di ‘tirare a campare’.

Sul piano radiotelevisivo, però, il Governo, sembra proprio non riuscire a fare scelte efficaci ed incisive. Sarebbe ingeneroso, forse, tornare a lamentarsi delle decisioni o sbagliate (i 150 milioni sottratti alla Rai) o fasulle (come l’idea di riformare totalmente il canone, finita nel nulla) del 2014, che hanno visto sostanzialmente il Governo Renzi ‘remare a vuoto’ in questo settore. Ugualmente in questa sede non vogliamo occuparci della presunta riforma della governance Rai varata a fine marzo (lo fa con efficacia il collega Angelo Zaccone Teodosi), presunta perché ‘annacquata’, modesta sia nelle forme che negli obiettivi, che alla fine sembrano tradursi non già nella formula “fuori i partiti della Rai” bensì semmai “un po’ di Governo in più nella Rai”.

Il decisionismo, dunque, in materia radio-tv è scarso e lasciamo stare se sia anche colpa (o meno) del Patto del Nazareno, che potrebbe aver imposto tanta cautela prima di muovere qualcosa.

C’è però un campo dove, come abbiamo più volte scritto su queste colonne, ci piacerebbe molto che ci fosse molta più capacità di iniziativa ed è quello che riguarda le Tv locali. E non è una ‘fissazione’ (diciamo così) per noi di Millecanali ma il tentativo di far notare come la situazione grave che coinvolge gran parte delle antenne regionali e provinciali italiane non sia purtroppo stata colta affatto nella sua drammaticità dal Governo.

La vicenda della chiusura delle frequenze ‘interferenti’ ha aspetti quasi surreali e dovrebbe andare avanti a fine aprile con ulteriori rinvii, in mancanza della capacità di risolvere in modo sensato la questione. Quella dei canoni ancora per le frequenze idem, e anche qui dopo alcuni mesi del 2015 siamo nel buio completo su cosa voglia fare il Governo.

Sui contributi L’Esecutivo preannuncia riforme ma anche qui quando, come? Si aspetteranno molte altre chiusure di emittenti prima di decidere chi e per quali caratteristiche meriti di ricevere soldi pubblici anche in futuro?

Insomma, non sembra di cogliere in questo Governo comportamenti che siano adeguati alla serietà della situazione. Millecanali in queste settimane ha voluto mantenere aperta una sua sezione fissa sul sito dedicata proprio alle Tv locali, riportando anche giorno per giorno gli allarmi che la stessa Federazione della stampa ha lanciato a più riprese. Abbiamo poi riportato i pareri di diversi operatori, che sono stati anche, in qualche caso, spietati, autocritici, ma abbiamo colto soprattutto molta rassegnazione nelle Tv locali, la convinzione che ‘non ci sia più nulla da fare’. Abbiamo cercato anche un’intervista con il sottosegretario Giacomelli ma dopo una buona disponibilità inziale, non abbiamo più avuto riscontri positivi.

Ci vuol altro, dunque, per cui ci permettiamo di insistere: il Governo affronti con decisione questi problemi, che non sono ‘secondari’ né irrisolvibili: speriamo ancora in un segnale diverso. ‘Tirare a campare’, in questo caso, non si può più: si rischia che restino sul campo in tanti, troppi, anche quelli che meriterebbero davvero di continuare a essere voci importanti del loro territorio.

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