Spagna: addio alla pubblicità su Tve

Il governo Zapatero ha deciso di seguire la via della Francia, eliminando davvero la pubblicità dalle emittenti pubbliche.

Il governo Zapatero, dopo le avvisaglie delle scorse settimane, ha approvato il testo del disegno di legge che verrà sottoposto al Parlamento spagnolo nei prossimi mesi sull'abolizione della pubblicità nella Tv pubblica (prima ci sarà l'esame del Consiglio di Stato e della Commissione per il mercato delle telecomunicazioni).

Il piano di finanziamento approvato dal Governo spagnolo prevede di devolvere al bilancio della tv di Stato Tv Espana i proventi di due nuove tasse: la prima del 3% sulle entrate delle Tv privare (140 milioni di euro); la seconda dello 0,9% sui gruppi delle telecomunicazioni (240 milioni di euro). Al bilancio di TVE sarà inoltre "dirottata" una parte della tassa già esistente sull'utilizzo delle frequenze radiOElettriche (240 milioni di euro). Inoltre lo stato contribuirà con 550 milioni di euro al bilancio annuale di TVE (circa 1,2 milioni di euro). In Spagna, invece, non esiste il canone, come invece accade in molti altri Paesi.

Attualmente la Tv pubblica spagnola può trasmettere 10 minuti di pubblicità ogni ora, quota che avrebbe dovuto essere ridotta a 9 nel 2010. Invece adesso si sceglie la strada più 'radicale'.

Gli operatori delle private anno valutato positivamente il disegno di legge che, "tagliando" la pubblicità sull'emittenza pubblica, la dirotterebbe sulle private (anche se l'esperienza francese è stata deludente in merito) che in questo periodo stanno soffrendo della crisi, che ha una ricaduta diretta sugli investimenti pubblicitari (nel 2008 Telecinco ha visto un calo del 9,2% delle entrate). In Spagna i canali privati nazionali sono quattro e fra loro primeggiano Telecinco (controllata Mediaset) e Antena 3 (controllata da De Agostani e dalla spagnola Planeta); queste ultime hanno aumentato il loro valore in Borsa nello scorso febbraio, quando il governo Zapatero ha approvato un decreto legge anticirisi che consente la fusione tra imprese colpite dal calo delle entrate pubblicitarie che interessa tutti i media. Attualmente l'ipotesi più 'gettonata' è quella di una fusione fra La Sexta e Cuatro, altra Tv nazionale privata.

Quanto a Tve, dovrà proprio cambiare pelle e sono previsti obblighi precisi anche in tema di programmazione, che non potrà più essere simile a quella delle Tv private.

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