Satellite
‘Spartacus’ in doppia versione su SkyUno
Agnese Pellegrini
02 Marzo 2011
La serie Tv, prodotta da Sam Raimi (lo stesso produttore di Spiderman) e ideata da Steven Decknight (vedasi alla voce 'Smallville'), ha un precedente illustre, che dimostra di aver dimenticato: nel 1960, Stanley Kubrick realizzò infatti un autentico capolavoro, con frequenti riferimenti alla lotta di classe e alla dignità storica delle masse. Messaggi che non ritroviamo in 'Spartacus - Sangue e sabbia' ('Spartacus: Blood and Sand'), dove tutto è volutamente portato all'eccesso, in stile americano: nella serie televisiva abbondano combattimenti feroci (ma anche acrobatici, secondo la tradizione della cinematografia asiatica), sangue, violenza, esibizione della lussuria e scene di nudo integrale, episodi di crudeltà e corruzione, che ben incarnano lo spirito dell'Impero di quegli anni. Il tutto amplificato e portato all'estremo, con decapitazioni, sventramenti e mutilazioni, scene di sesso gratuite. Più Grand Guignol che Hollywood, insomma.
Sesso e violenza abbondano anche perché la serie viene trasmessa su un canale privato via cavo, Starz, e probabilmente costituiscono un motivo del successo: negli Usa (13 milioni di spettatori a puntata) si è dato già il via alla seconda stagione.
In Italia, invece, i primi episodi sono approdati pochi giorni fa sul canale satellitare SkyUno (la prima puntata è stata seguita dal 16,4% degli abbonati di Sky tra i 16 e i 25 anni e, grazie a 'Spartacus', SkyUno è stata la seconda rete più vista dagli abbonati Sky di quella fascia di età dopo RaiUno, che nella stessa sera proponeva Roberto Benigni al Festival di Sanremo). Per renderla “digeribile” per la prima serata, però, sono state eliminate le scene particolarmente violente, mentre in seconda serata, la domenica. viene proposta la versione “uncut”.
A detta dei critici americani, questa è una delle migliori nuove produzioni dell'annata televisiva. Merito anche di una serie di effetti speciali, altamente sofisticati, come l'effetto ralenty, che rallenta e quindi moltiplica la violenza, e il chroma key, che dona agli episodi uno stile “fumettistico” e surreale: effetti e tecniche di ripresa che non hanno precedenti nelle fiction e riconfermano la vocazione “sperimentale” delle serie Tv. Ma l'aspetto più rivoluzionario di Spartacus è la rappresentazione della sessualità: i prestanti lottatori sono l'oggetto del piacere delle passionali matrone, con le quali intrecciano orge e baccanali. Anche la fotografia si sofferma in maniera maniacale sulla fisicità dei protagonisti.
C'è da dire, comunque, che anche la storia è ben scritta. Le contraddizioni e le incoerenze temporali degli episodi sono imperdonabili per un prodotto storico, tuttavia l'analisi delle passioni, del coraggio e della lealtà, dell'onore ma anche del dolore dei personaggi ne fa una grande produzione. Possiamo sicuramente dire che 'Spartacus' è di gran lunga superiore ad altre serie “sorelle”, come 'Hercules' e 'Xena'. Anche il linguaggio è innovativo: crudo, irriverente e realistico, anche questo viscerale, come il sesso.
Insomma: a livello di tecnica e di realizzazione, 'Spartacus' è di alto livello. Tuttavia, l'eroe avrebbe potuto chiamarsi Licurgo, o Seute; non avrebbe fatto una gran differenza. Perché la vera storia di Spartaco è rimasta nei libri.
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