Stime in crescita per la pubblicità in Italia e nel mondo

Ecco i report di GroupM e IPG Mediabrands sulla pubblicità a livello globale, mentre per quanto riguarda l’Italia, a parlare sono i tradizionali dati Nielsen e quelli dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

Crescerà il mercato dell’advertising nel corso del 2017? Secondo il rapporto “This Year, Next Year”, realizzato da GroupM, la media investment company del gruppo WPP, la spesa pubblicitaria globale nel 2017 si attesterà a 547 miliardi di dollari, pari a un incremento del 4,4% rispetto al 2016. A sostenere la crescita sarà il comparto digitale che raggiungerà il 33% dell’intera torta pubblicitaria globale, ma anche la televisione incrementerà la propria market share dopo che nel 2016 è riuscita a contenere un calo degli investimenti in favore del digitale (dovuto allo spostamento di budget in occasione delle elezioni americane) grazie a grandi avvenimenti sportivi come Olimpiadi ed Europei di calcio. Secondo GroupM il mercato del’adv statunitense offrirà un significativo contributo alla crescita del comparto pubblicitario globale nel 2017 grazie a una crescita prevista di oltre il 3%. Mentre per quanto riguarda la Gran Bretagna, l’impatto negativo della Brexit è stato finora utilizzato come una scusa dagli editori dei media per giustificare le performance sotto le attese. Questo però non significa che la Brexit non avrà alcun effetto negativo in futuro sulla spesa pubblicitaria. Sempre in tema di advertising globale, vanno considerate anche le stime elaborate dalla divisione di IPG Mediabrands, secondo le quali nel 2017, la spesa in spazi pubblicitari rallenterà, attestandosi comunque a un +3,6% che rimane pur sempre un buon incremento. Nel corso dell’anno, gli investimenti digitali dovrebbero superare quelli televisivi e contemporaneamente, il mobile supererà il desktop come mezzo pubblicitario. Per quanto riguarda l’anno appena archiviato, le stime di IPG Mediabrands parlano di una raccolta pubblicitaria globale di 493 miliardi di dollari, pari a una crescita del 5,7% sul 2015, la più rilevante dal 2010 a oggi. A sostenere la crescita della spesa in advertising nel 2016 sono stati soprattutto la televisione e i mezzi digitali: la tv ha tenuto grazie a prezzi costanti ed eventi ciclici, tra cui le competizioni sportive e le elezioni americane, mentre internet a sua volta è volato grazie a search e social.

Passando al nostro Paese, secondo i tradizionali dati Nielsen, il mercato degli investimenti pubblicitari nei primi dieci mesi del 2016 si è attestato a un +2% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel singolo mese di ottobre la raccolta è stata in calo dell’1,7%, ma se si aggiungesse anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe a ottobre con un +0,9% e anche il periodo consolidato sarebbe in crescita del 3,8%. Relativamente ai singoli mezzi, la televisione a ottobre cresce del 3,1%, chiudendo il periodo cumulato a +6,4%. Sempre in segno negativo la stampa: quotidiani e periodici calano nel singolo mese rispettivamente del 15% e del 4,1%, attestandosi nei dieci mesi a -7,2% e -3,8%. Ma anche la radiofonia, a causa di un ottobre negativo (-2,8%), riduce l’incremento della raccolta a +0,2%  nel periodo cumulato gennaio- ottobre. Per quanto riguarda i singoli operatori, le stime sono tutte in positivo nel periodo gennaio-ottobre: la Rai cresce del 9,4% a 658,9 milioni di euro, una buona performance nonostante il servizio pubblico sconti la sospensione degli spot, dallo scorso maggio, su Rai5, Rai Storia e Rai Yoyo. Mediaset guadagna il 2,8% raggiungendo quota 1,74 miliardi di euro. La crescita più modesta, pari a un +1,5%, è quella di La7 di Urbano Cairo, che chiude i dieci mesi a 125,9 milioni di euro, mentre l’impennata più significativa la registra Sky: +17% di crescita, per 385,2 milioni di euro di raccolta complessiva. Sorride, infine, anche il gruppo Discovery che inanella un +15,1%, pari a 185,2 milioni. Secondo Upa il mercato dell’advertising dovrebbe chiudere il 2016 con un aumento del 3% sul 2015. Secondo Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Upa: “Se il quadro politico dovesse rimanere incerto per lunghi mesi, sia nel caso di nuove elezioni, sia a causa della costituzione di governi deboli, le aziende italiane potrebbero apportare degli aggiustamenti ai budget marketing 2017 che stanno definendo proprio in queste settimane”.

Crescita imponente infine per l’advertising online che, secondo l’Osservatorio internet media del Politecnico di Milano, chiuderà l’anno in Italia con un giro d’affari di 2,36 miliardi di euro, grazie a un incremento di circa il 9% rispetto al 2015.

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La pubblicità digital vale ormai il 30% degli investimenti pubblicitari italiani, contro il 29% dello scorso anno, e continua così ad aumentare la penetrazione nel mercato. A trainare il settore è il video, capace di ottenere risultati brillanti nel 2016 sul fronte pubblicitario sia in tv, al cinema, sul digital e sul mobile.

 

There is one comment

  1. corrado Vada

    Chiacchiere per confortare la politica .
    Chi fa queste sparate, se anche in buona fede , non conosce la legge della piazza ovvero vada a trovare quei clienti ( clienti veri , soldi veri ) che ieri ti lasciavano, in pubblicita, 10.000 euro , oggi se vai a trovarli va bene se non ti danno delle bastonate sulla schiena . Certo invece che l0industria dell auto , profumi, telefonia aumenta gli investimenti in pubblicita ma una ricchezza che fa dati ma non reali per la globalita non per il paese .
    ….e alla fine trovano 4 giornalisti accondiscendenti + un ansa governativa e allora escono fuori queste sparate finte . SAcendete in strada contate i negozi che chiudono i capannoni in vendita e chiusi e allora racconterete la verita

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