Stop ai mini-spot nelle partiteO

La Commissione Europea, con una lettera datata 12 dicembre 2002, fa capire di ritenere che i “mini-spot” inseriti nelle partite di calcio non siano legittimi, contestando il regolamento italiano sulla pubblicità che li autorizza.

Basta un nulla, un fallo, un calcio d'angolo, un cambio e via, parte l'ormai noto "consiglio pubblicitario" dello sponsor di turno, impegnato a richiamare in pochi secondi l'attenzione del telespettatore calciofilo. L'unica condizione, comune a tutte le emittenti che propongono partite grazie a questo servizio (e soprattutto ai proventi pubblicitari che ne derivano...), è che l'inserimento dei mini-spot non interrompa l'azione sportiva.

Sono regole, quelle che vi abbiamo citato, previste nell'articolo 4 del regolamento sulla pubblicità televisiva che l'Autorità italiana delle Comunicazioni ha varato nel luglio 2001 (dopo che una precedente legge aveva già "insidiato" la vita dei mini-spot in questione).

Questa formulazione, secondo quanto dichiarato proprio dalla Commissione Europea, però, potrebbe contrastare proprio con quanto la stessa Commissione stabilisce in una sua legge, cioè nella direttiva definita "Televisione senza frontiere", votata nel 1989 e aggiornata nel 1997.

La direttiva in questione dice che nei programmi sportivi la pubblicità e gli spot di televendita "possono essere inseriti soltanto tra le parti autonome o negli intervalli".

Durante la partita di calcio, precisa la Commissione, "l'intervallo da prendere in considerazione dovrebbe essere quello tra il primo e il secondo tempo. Quindi il regolamento italiano, quando autorizza la pubblicità anche nelle pause di gioco, introduce una deroga al principio".

La questione è piuttosto seria e l'Autorità italiana deve ora difendersi inviando, proprio in questi giorni, una lettera di spiegazioni alla Commissione Europea. Se però la risposta non sarà convincente, si passerà alla fase delle "procedure di infrazione", sempre che l'Autorità non decida di mutare nel frattempo le regole in materia di mini-spot.

A nuove più severe regole sono ovviamente contrarie le emittenti televisive e forse anche le società di calcio. Insomma, uscirne non sarà facile.

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