Svizzera: fra una settimana si decide sul canone Tv

 

4 marzo data fatidica, con tante cose che si decidono con il voto. In Svizzera, come abbiamo già segnalato nelle scorse settimane, c’è una consultazione che ci riguarda da vicino, perché concerne un tema quanto mai controverso, quello del canone radiotelevisivo.

Un recente articolo del ‘Fatto Quotidiano’ spiega bene cosa c’è in ballo:

 

“In Svizzera la Televisione di Stato rischia di chiudere. Le sue sorti sono nelle mani dei cittadini elvetici, chiamati a decidere alle urne il prossimo 4 marzo se continuare a erogare i finanziamenti pubblici alla Società Svizzera di Radiotelevisione e a Radiotelevisione Svizzera in lingua italiana (gli equivalenti elvetici della nostra Rai). In particolare, l’elettorato è chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa popolare 'No Billag' che vuole abolire il canone televisivo. Billag è infatti la società che si occupa della riscossione del canone che, in Svizzera, ammonta a circa 450 franchi all’anno, pari a 387 euro. “Il più alto d’Europa” - lamenta la Lega dei Ticinesi, movimento schierato a favore della sua cancellazione.

Ma a preoccupare sono soprattutto le conseguenze che questo referendum avrebbe sulla Tv pubblica: in caso di vittoria del 'Sì' all’abolizione del canone (il Sì significa anche in questo referendum elvetico ‘no al canone’, cosa che resta un po’ paradossale; N.d.R.), infatti, SSR e RSI sarebbero costrette a chiudere…

Anche Governo e Parlamento invitano a respingere l’iniziativa: nuocerebbe, tra l’altro, alla coesione in un Paese con quattro lingue e quattro culture nazionali. Ne soffrirebbero anche la qualità e la pluralità dell’informazione, garantite finora dai media di servizio pubblico, che annovera non solo la SSR ma anche molte emittenti private che percepiscono una parte del canone.

E proprio il mondo dello sport, una delle colonne portanti delle trasmissioni in chiaro di SSR e RSI, si è mobilitato in sostegno della Tv pubblica per convincere i cittadini svizzeri a votare “No” al referendum”.

 

In realtà gli organizzatori del referendum hanno già conseguito un primo successo, perché il Governo ha già deciso una riduzione del canone, che dal 2019 sarà di 365 franchi. E potrebbero seguire altri ‘sconti’ in futuro, con la conseguenza che la SSR dovrebbe ridurre le sue dimensioni (oggi in effetti ragguardevoli), il personale e la complicata e plurilinguistica programmazione.

 

Ma cosa dicono i sondaggi? Vediamo cosa ci racconta in proposito il sito Ticinonews:

 

“L'opposizione all'iniziativa No Billag in votazione il 4 marzo raggiunge ora il 65%, 5 punti in più rispetto a gennaio, indica l'ultimo sondaggio dell'istituto gfs.bern…
Secondo gli autori dell'indagine, che ha un margine di errore di 2,7 punti percentuali, la gran parte degli interpellati si è fatta oramai una chiara intenzione di voto e la possibilità di un'inversione di tendenza durante le ultime fasi della campagna è limitata. La partecipazione si situerebbe al 49%...

A livello ragionale si mette in evidenza la Svizzera italiana per il tasso nettamente maggiore di favorevoli all'iniziativa: il 48%, a fronte del 33% in quella tedesca e del 31% in quella francese.
La maggiore opposizione a No Billag si riscontra fra i simpatizzanti dei partiti di sinistra, rispetto a quelli della destra parlamentare, precisa gfs.bern… Gli indecisi sono il 3%”.

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