Switch off a Roma: un bilancio meno tragico

Alla fine non sembra andata così male… –

Dopo i molti timori dell’immediata vigilia, alla fine lo switch off romano per le emittenti è filato via senza problemi ‘drammatici’. Ma il masterplan definitivo, con situazioni meno ‘confuse’ di quello precedente, è arrivato davvero all’ultimo momento…

Tutto come da programmi… O quasi! Lo switch off romano alla fine si è aperto con un numero limitato di problemi rispetto a quanto capitato in altre aree tecniche. C'è di che essere soddisfatti?
Aspettate, per carità! Torniamo con la mente al precedente articolo su queste pagine web: eravamo rimasti con un masterplan infarcito di errori e omissioni, con impianti legittimati dalla Magistratura misteriosamente non considerati e il tempo che passava rapidamente.

Il masterplan definitivo è arrivato alle emittenti di fatto sabato mattina (a noi alle 9.28), in pratica a meno di due giorni dalle prime operazioni: molti i problemi risolti, specie su Roma Capitale. Risolti si fa per dire: si sono spostati…
Così i conflitti tra le emittenti non sono sul Cupolone ma nell'agro pontino, dove si è riusciti a dare il medesimo canale a due Tv (Telepontina e Sl 48 sul 31, Extra Tv e Canale Italia 2 sul 39 e volendo l'elenco è ancora più complesso). Al gruppo Amici Tv, il più penalizzato nella prima tornata, sono andati tre mux su Roma (23, 53 e 69) in luogo dei quattro canali eserciti (F, H1, 47 e 70).

Si sono recuperate le situazioni che avevano eliminato del tutto Telesabina 2000 e ridotto Itr Sora e Napoli Tv. Insomma, molti degli accidenti (più che incidenti) di percorso erano stati sanati. Resta da chiedersi come possa il Ministero avere dati di partenza così vecchi e di fatto inutili e come possa pretendere di lavorare su quelli, ma finiremmo con il metterla in politica.

Passata la domenica, lunedì all'alba le prime vere operazioni. Come dicevamo, per chi aveva un solo impianto sulla Capitale e magari a Monte Cavo non ci sono stati problemi particolari. Diversa la situazione per le nazionali, che hanno dovuto sistemare in Sfn Monte Mario e Monte Cavo (ma in altri casi il dramma è far dialogare, sincronizzati, quest'ultima posizione e Monte Artemisio).
Un dramma, invece, per alcune Tv locali, “ree” di avere molti piccoli canali: per esse accendere tutto in digitale sulla stessa frequenza resta impossibile. Ed è per quello che in molti casi alcuni impianti restano spenti. Su Roma non ha riacceso Tct, dopo essere stata “mollata” da Rete A, mentre su Latina manca Sl 48, che ha problemi di interferenze. In compenso sul canale 45 è spuntato dal nulla il bouquet di Ctv, Centro Televisivo Vaticano, irradiato con buona potenza da Santa Maria Galeria. Per ora all'interno c'è solo un monoscopio a barre, ma in qualche modo è il simbolo che anche lo Stato-Piazza ha finalmente la propria emittente.

Domani, giovedì, tocca alla parte centrale della provincia di Latina (escluso il Golfo di Gaeta, per intenderci) e della Ciociaria. Ma il banco di prova principale è stato superato. Non sono mancati i problemi, ma molto spesso (anzi quasi sempre) dovuti alla scarsa dimestichezza (e informazione) degli utenti e all'arretratezza tecnica degli impianti riceventi. Roma si caratterizza, come sa chi la frequenta spesso, per la quasi assenza di antenne centralizzate e per la tendenza a posizionare decine di antenne riceventi sui tetti dei palazzi, cosa che in qualunque altra città artistica non sarebbe possibile. Paradossalmente questo fatto ha aiutato lo switch off, visto che mancano i centralini canalizzati…

I problemi realisticamente sono stati dovuti alla banda III (per le frequenze nella canalizzazione europea basta cambiare Paese nelle impostazioni del decoder, ma l'utente medio non può sognarselo…) e ad alcuni apparecchi riceventi che inspiegabilmente non accettano più di duecento canali da memorizzare o hanno problemi seri nel tuner ricevente: per tutti questi magari ottenere almeno l'eliminazione degli eventuali bollini e contributi sarebbe di buon auspicio.

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