Tangenti al Festival, inchiesta su Berlusconi a Milano

Clamore ieri per due notizie di “giudiziaria”: la prima registra forti sviluppi per la già nota inchiesta sull’Accademia della Canzone di Sanremo, la seconda riguarda Fininvest-Mediaset e il nostro Premier.

Per le notizie su queste due delicate inchieste giudiziarie riportiamo (nel secondo caso solo parzialmente) quanto scritto negli articoli apparsi sul sito www.repubblica.it.

Cominciamo con Sanremo:

"Tre arresti e centinaia di perquisizioni a Sanremo ed in diverse altre località italiane. Un giro di mazzette pagate per poter arrivare sul palco del festival di Sanremo. È in pieno svolgimento il blitz della Guardia di Finanza che porta a termine l'inchiesta della procura della Repubblica sull'Accademia della Canzone, il concorso canoro i cui primi quattro classificati partecipano di diritto al Festival della canzone. Secondo gli inquirenti, alcuni concorrenti pagavano fino a 50mila euro per ottenere la vittoria ed accedere così al Festival di Sanremo. "Voci di tangenti si sentivano da anni, ma potevano essere anche solo delle calunnie" commenta Pippo Baudo che, negli ultimi due anni, è stato il direttore artistico del Festival.

Tre, finora, le persone finite in manette. Due sono il patron dell'Accademia della Canzone, Angelo Esposito e sua moglie Beatrice Lorenza Marini. Il terzo è Francesco Andreoli, di Brescia, 42 anni, produttore discografico, che curava le selezioni nel nord Italia.

I principali reati contestati sono la corruzione e l'abuso d'ufficio e riguardano l'aggiudicazione, da parte della società Publimod di Esposito, dell'appalto indetto dal comune di Sanremo per l'organizzazione della manifestazione canora.

L'operazione, denominata "Pinocchio", è scattata dopo circa un anno di indagini condotte e coordinate dal sostituto procuratore Antonella Politi di Sanremo. Le indagini riguardano anche un'altra gara di appalto indetta dal comune di Sanremo: quella per la costruzione del Teatro del Mare, vinta sempre dalla Publimod di Esposito".

Fortissime ovviamente le polemiche a livello politico per l'altra questione, quella che riguarda direttamente Fininvest-Mediaset e Silvio Berlusconi. A firma di Pier Francesco Fedrizzi, leggiamo dunque quanto segue:

"Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano. L'inchiesta riguarda l'acquisto dei diritti cinematografici di Mediaset. I pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale contestano al fondatore della Fininvest i reati di frode fiscale e falso in bilancio.

La notizia della nuova indagine su Berlusconi arriva alla vigilia del semestre italiano di presidenza della Ue e dell'approvazione del Lodo Schifani che garantirà l'immunità alle cinque più alte cariche dello Stato. L'iscrizione del premier risale a qualche mese fa ed è stata tenuta segreta dalla Procura. Lo stesso era successo per un altro protagonista dell'inchiesta, l'avvocato londinese David Mills, pure lui indagato dagli stessi pm per riciclaggio. Le accuse diventarono pubbliche solo quando i giudici del processo Sme si apprestavano a sentirlo davanti ad un collega inglese.

L'inchiesta arriva a Berlusconi dopo aver individuato i presunti esecutori del piano societario che grazie alla negoziazione dei diritti televisivi avrebbe permesso - questa l'ipotesi accusatoria - di accumulare all'estero fondi neri per almeno 170 miliardi di vecchie lire (circa 85 milioni di euro). Le major americane avrebbero venduto i diritti televisivi a due società off shore della Fininvest (Century One e Universal One), le quali li avrebbero rivenduti con una maggiorazione di prezzo a Mediaset.

Secondo l'indagine, Mediaset avrebbe ereditato dopo la quotazione in borsa del 1994 il sistema operativo di Fininvest. Nello stesso registro degli indagati sono comparsi fino ad oggi i nomi di: Carlo Bernasconi, responsabile operativo di Century One e Universal One (morto un anno fa); Giorgio Vanoni, ex dirigente della tesoreria Fininvest; Candia Camaggi, già dirigente della Fininvest svizzera, per frode fiscale; Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, per falso in bilancio; e il finanziere svizzero Paolo Del Bue, accusato di riciclaggio per 103 miliardi di lire (circa 55 milioni di euro) prelevati in contanti dal '92 al '94 dai conti esteri di Universal One e Century One".

Da registrare la smentita su tutta la linea di Fininvest e Mediaset, che parlano di attacco al Presidente del Consiglio, come "ai tempi più bui di Mani Pulite".

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