‘Techetechetè’ non fa rimpiangere ‘Dadada’

‘Mi avete dato carta bianca ancor prima di vedere il programma’ – ci aveva detto qualche giorno fa Michele Bovi. Ma alla prova di fatti il suo ‘Techetechetè’ è anche stavolta un prodotto quanto mai valido…

Con l'estate aspettavamo 'Dadada', una delle poche oasi di intelligenza del piccolo schermo estivo, persi tra repliche delle repliche, contenitori vuoti e programmi gossipari sulla “balotellistory”e la maternità dell'anno. Non l'abbiamo avuto, perché l'autore Michele Bovi ha spiazzato il suo pubblico proponendo un nuovo programma, ancora più raffinato nell'idea che lo accompagna. Non ha voluto che 'Dadada' andasse ad esaurimento. Ha “ucciso” la sua creatura e con la sua squadra ha offerto al pubblico “Techetechetè” (vedi il nostro articolo di presentazione di qualche giorno fa).

Non c'è sbavatura, tutto è perfetto nel nuovo programma ideato da Bovi ed Elisabetta Barduagni, che parte sempre dalle Teche Rai per approdare ad un progetto ambizioso che ha richiesto oltre un anno di lavoro e che solo chi consce bene, ma sul serio, la Rai e la sua storia, poteva fare. Un lavoro da sherpa, fatto dal gruppo di lavoro di Bovi e Barduagni, che ha prodotto una cinquantina di minuti di “educazione” alla Tv e alla storia d'Italia tramite i suoi personaggi riportati in vita dalle Teche Rai. In 'Techetechetè' si rivedono le grandi figure della Televisione, della cultura, della politica e dell'Italia, dal 1954 ad oggi, in 63 puntate che ne mostrano tutte le facce.

Ogni puntata, in un intento più comico rispetto a 'Dadada', è dedicata a tre personaggi chiave, collegando i loro sketch alle frasi di altri personaggi di congiunzione, i “voltapagina”, appartenenti a tutt'altro genere. C'è stata la “triade” Mazzamuro-Carrà-Equipe 84 nella puntata 'Raffaella, la Signorina e i Canarini'; ieri sera Guzzanti-Brignano-Quartetto Cetra nella puntata "Quartetto Cetra, Quelli di Quelo e il Pupolone"; prima ancora Fiorello-Tecoli-Marisa Del Frate. Accostamenti che solo apparentemente sono lontani ma che trovano invece il loro legame negli interventi dei “voltapagina” ovvero personaggi come il grande chirurgo Pietro Valdoni, giornalisti come Indro Montanelli o ancora Umberto Saba.

“Dadadà e Techetechetè sono due modi diversi di usare i repertori delle Teche Rai come diverse sono le idee alla base dei due programmi - afferma Michele Bovi - . Dadadà avrebbe dato segni di stanchezza e allora è nato Techetechetè, una rivisitazione totale del programma ed alla base una nuova idea, quella di presentare tutti quegli italiani della storia d'Italia passati attraverso la Tv, contribuendo alla realizzazione di ogni genere di programma televisivo. Se a Teocoli e Fiorello avessimo unito la Ventura avremmo avuto un'audience maggiore. Abbiamo scelto di associare Marisa Del Frate, una soubrette degli anni passati che non si vede da anni; l'abbiamo riproposta in questa rivisitazione aziendale anche per offrire una presentazione del parallelo del varietà di oggi, incarnato da Fiorello con quelli di ieri della Del Frate. L'obiettivo è raggiungere i diecimila protagonisti della Televisione ma forse li abbiamo addirittura superati”.

Il programma in onda ogni sera dopo il Tg1 è partito un po' in sordina (intorno al 16% di share, mentre alle prime puntate DaDada era già intorno al 19%) per guadagnare lentamente ascolti tanto da battere “Veline”. “Domenica abbiamo fatto oltre il 19% - conclude Bovi - , superando un programma forte come “Veline”. Bisogna però considerare che Techetechetè è partito solo da una settimana ed è un tipo di programma al quale il pubblico deve avvicinarsi, deve scoprirlo”.

Noi di Millecanali lo abbiamo già fatto e ci chiediamo già quale sarà la prossima sorpresa di Michele Bovi.

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