Telecinco accusa Zapatero

Il governo di Zapatero vuole aumentare la concorrenza delle tv e radio private in Spagna ma Paolo Vasile di Telecinco, la più importante tv privata iberica, controllata al 50,1% da Mediaset, grida addirittura al “colpo di stato”.

Josè Luiz Rodriguez Zapatero, primo ministro spagnolo, ha appena approvato un progetto di riforma del sistema radiotelevisivo ed ecco che subito è arrivata l'esternazione, o meglio l'attacco di Paolo Vasile, amministratore delegato di Telecinco, la prima tv privata spagnola (25,2% di share), controllata per il 50,1 dall'italiana Mediaset.

La riforma mira ad aumentare i canali analogici e ad aprire il mercato a nuovi operatori del digitale terrestre, a partire dal 2010. Per ciò che riguarda la radiofonia, la nuova legge elimina il tetto del 50% del mercato. Quest'ultimo punto ha scatenato la vena polemica di Vasile, il quale ritiene che si creerebbe in questo modo una situazione di vantaggio per il gruppo Prisa, proprietario del quotidiano 'El Pais', di Canal Plus Spagna e della radio Cadena Ser, che grazie alla nuova legge potrebbe entrare nel settore televisivo 'terrestre'.

Vasile non ha brillato per diplomazia e ha calcato la mano sulla polemica. "È possibile che Zapatero si senta debitore del gruppo Prisa per l'aiuto che gli ha dato in questi anni - ha detto l'uomo di Mediaset in Spagna - , ma se il governo cede e dà loro un canale in chiaro sarebbe come un colpo di Stato". Prisa, secondo Vasile, avrebbe "aiutato" Zapatero nel periodo pre-elettorale, dandogli l'appoggio di 'El Pais', di orientamento progressista.

A Mediaset, in Italia, preferiscono non commentare le affermazioni di Vasile e rispondono con un "Sono questioni spagnole".

A non mancare è invece la risposta del premier spagnolo, dura ma sul filo dell'ironia. "Ho letto le opinioni di Paolo Vasile: invito questo cittadino italiano a moderare i termini. Noi vogliamo solo aumentare la libertà e il pluralismo".

Ma quest'ultima frase non l'avevamo già sentita da un ministro di casa nostraO

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