Telejato vuol continuare a trasmettere

Telejato è alle prese con il passaggio al digitale, una scadenza temuta e dura da affrontare Ma Pino Maniaci non l’ha presa persa e la domanda l’ha presentata, con tanto di consorzio, anche se teme molto sull’esito. Ma in un modo o nell’altro anche a Millecanali vogliamo che Telejato resti in vita.

Vogliamo fare nostro l'appello di Telejato, perché non chiuda in seguito allo switch-off che interesserà la Sicilia a fine giugno. Piccola Tv di Partinico (Pa), da anni dà voce a chi non ce l'ha e soprattutto resiste contro i poteri forti della mafia, denunciando speculazioni sul territorio, gestioni amministrative, ambientali ed economiche criminose insieme al degrado del clima politico.

Il problema sostanziale è che Telejato, essendo una Tv comunitaria, teme di non avere i numeri per entrare nella graduatoria per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre. Pino Maniaci, volto principale dell'emittente, che guida con determinazione insieme alla sua famiglia, ha paura di dover chiudere e lancia dunque la sua provocazione: “È paradossale che a spegnere la nostra Tv non sia riuscita la mafia, ma può ora riuscirci lo Stato”.

Con questo articolo vorremmo lanciare non solo un grido d'allarme, ma una richiesta d'aiuto per Telejato, sensibilizzare le istituzioni locali e anche le altre Tv locali siciliane con maggiori mezzi economici, spronarle magari a dare una mano a questa rete, a ospitare la sua voce nel proprio mux, magari, se necessario, poiché riteniamo che Telejato sia un valore aggiunto in territori caratterizzati storicamente da una forte presenza mafiosa, come appunto Partinico, Alcamo, Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato, Corleone, Cinisi, Montelepre.

A questo proposito, non potevamo non sentire direttamente al telefono Pino Maniaci, sempre disponibile, combattivo e pronto a battute di spirito: “Così com'e la legge non avremmo diritto di fare la domanda per la frequenza, in quanto vengono chiesti requisiti che noi non abbiamo: bilanci, capitale, numero di dipendenti. Evidentemente, essendo una Tv comunitaria, viviamo di volontariato e non raggiungiamo gli obiettivi. Ma, altrettanto ovviamente, com'è nostra prerogativa, non abbiamo rinunciato a priori e abbiamo presentato la domanda. Abbiamo fatto un consorzio presentandoci anche con alcune Tv commerciali, fra cui Med1 del gruppo TRM di Palermo e Tele Monte Kronio di Sciacca, ma secondo me ce lo bocceranno. Il punto è che siamo un ibrido: Televisioni commerciali e comunitarie. Non andrà bene.

Ad oggi siamo in attesa della risposta del Ministero che dovrebbe arrivare entro il 20 maggio. Molte altre Tv comunitarie locali ci hanno chiamato, sono tutte nelle nostri condizioni: vorrei sottolineare, infatti, che stiamo lottando e alzando la voce per tutte loro.
Il problema è che le frequenze in Sicilia sono 18, quindi ci sono solo 18 Tv o consorzi che potranno essere operatori di rete. La nostra regione è super affollata, solo a Palermo ci sono 60 Tv, molti si sono presentati come consorzio ma lo spazio per tutti non c'è: si è deciso di dare spazio sul Dtt in ordine, prima alle nazionali 'tradizionali', poi a La7, a Sky persino, alle regionali, in ultimo alle locali ma prima alle commerciali e solo in extremis alle comunitarie.

Perché non ci ospitano, gratis, altre Tv? La domanda è lecita, ma la risposta è semplice: chi si carica sulle spalle una Tv che non fa business, che è diretta da un matto che si chiama Pino Maniaci e che rischia di far saltare tutta la Tv all'aria perché fa nomi e cognomi dei mafiosi? Oltre alla reticenza e alla paura, le blocca anche l'invidia per gli ascolti che facciamo, per il successo fra la gente: forse se Telejato chiudesse farebbe loro, addirittura, una cortesia. Comunque a noi non interessa il bouquet da cui trasmettere o il numero dell'Lcn, anche se ci dessero il 999 sappiamo che la gente che ci segue con affetto ci verrebbe a cercare.

Non possiamo peraltro pnsare di restare una Televisione solo on-line. Il nostro sito www.livestream.com/telejato funziona bene, mandiamo in onda tutti i nostri Tg, ma nella regione Sicilia i telespettatori non hanno, almeno non tutti, dimestichezza con internet: Telejato è seguita sia da bambini che da anziani che di certo smetterebbero di vederci e ascoltarci. Per noi, restare solo sul web, vorrebbe dire uccidere il senso per cui esistiamo.

Ma io non ho perso l'ottimismo, perché il valore di Telejato è riconosciuto da tutti. Abbiamo scritto oltre che a Monti e a Passera, anche al Presidente Napolitano che ci ha risposto che non è suo compito ma ci ha assicurato di allertare le forze competenti affinché si accendano i riflettori sull'emittente. Sono stato anche convocato a Roma in una riunione congiunta del Senato, dove è stato presentato l'emendamento del Pd (che non è ancora stato votato in Parlamento) che proponeva di assegnare alle Televisioni comunitarie il 30% delle frequenze assegnate alle locali.

Restiamo dunque in attesa degli aggiornamenti del Ministero, quello che faremo dopo dipende dalla risposta che ci verrà data, ma di certo tutte le associazioni che ci sostengono sono già pronte a scendere in piazza con numerose e rumorose manifestazioni. Attenzione però, ripeto, non parlo solo a nome della mia rete, l'appello lanciato dal comitato 'Siamo tutti Telejato', dalle associazioni antimafia 'Rita Atria', 'Peppino Impastato' e 'Libera Palermo' dice chiaramente che il problema è di tutte le Tv comunitarie: noi stiamo solo facendo da 'testa d'ariete' per tutte loro”.

A Maniaci il nostro sostegno perché Telejato (e altre Tv parimenti meritevoli, anche) possa non chiudere. Sarebbe davvero un esito nefasto del passaggio al digitale.

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