Telepace, dal cuore di Roma al mondo

Padre Claudio Savio, direttore responsabile di Telepace, racconta la storia e la filosofia editoriale di questa emittente da diversi decenni attiva dal cuore della capitale

Da oltre trent’anni nel cuore di Roma, a poche decine di metri da Piazza San Pietro, la Fede continua a sposare la tecnologia portando nelle case dei telespettatori messaggi di carità e solidarietà, il tutto condito da programmi di informazione, cavallo di battaglia di questa realtà televisiva. Stiamo parlando di Telepace e a raccontarci la storia e la filosofia editoriale è Padre Claudio Savio, direttore responsabile dell’emittente.

«Telepace», spiega, «nasce grazie all’idea di alcuni ragazzi che a Cerna, un piccolo centro dei Monti Lessini in provincia di Verona, in occasione di un camposcuola, volevano “trasmettere” anche agli altri quanto stavano scoprendo. Tutto inizia da un piccola radio che nel 1977 diventa Radiopace. Dalla radio, che trasmette in diretta alcuni eventi importanti della diocesi, a poco a poco si passa alla televisione, che nel 1979 diventa Telepace. Da allora le tappe si susseguono in un amplificarsi di impegni che portano all’estensione delle zone di irradiazione e alla diversificazione della programmazione e della produzione televisiva. I capisaldi dell’emittente restano il desiderio e l’impegno di diffondere e portare in ogni casa il messaggio del Papa della Chiesa, di annunciare Cristo ad ogni uomo, soprattutto ai più soli e lontani, e la fiducia nella Provvidenza, per cui tale servizio esclude qualsiasi introito pubblicitario e si fa portavoce di numerosi casi di necessità social».

Dal 1985 a Telepace viene concesso il privilegio di accedere al seguito nei viaggi Apostolici del Papa. Da allora non si contano le dirette radio e televisive che coprono i più significativi momenti delle visite in ogni Paese. Nel 1990 viene aperta, per espresso desiderio del Papa, la sede di Telepace Roma che andrà ad operare proprio nella diocesi del Pontefice. Dal 1996 Telepace, che nel frattempo si è allargata con le sedi di Trento e Lodi, trasmette anche via satellite in digitale (Hot Bird II), raggiungendo l’Europa, il Nord Africa e il Medioriente. E’ il 18 Settembre 2004 quando Telepace apre una sede a Fatima, in Portogallo, e il 18 dicembre dello stesso anno, su invito del Patriarca Latino di Gerusalemme, Telepace arriva in Terra Santa dove, a tutt’oggi, ha sedi a Gerusalemme, Betlemme, Nazareth. Telepace oggi arriva oltre che in Europa anche in Australia, Canada, Stati Uniti e, grazie ad internet, il segnale può raggiungere il mondo intero.

«Entrando invece nello nello specifico dei programmi ogni giorno alle ore 9 abbiamo la Messa in diretta dalla Cappella di Telepace in Roma; alle 16 il Santo Rosario e alle 16.30 l’Adorazione Eucaristica. Ogni domenica, alle ore 12, in diretta da Piazza San Pietro l’Angelus con il Santo Padre. Ogni mercoledì, alle ore 10.30 in diretta dal Vaticano l’Udienza Generale del Santo Padre, riproposta poi in serata alle 20.30».

I viaggi Apostolici in Italia e all’estero sono trasmessi integralmente dall'emittente grazie a un accordo con il Ctv Centro Televisivo Vaticano. L’Avvento e la Quaresima sono invece accompagnati dal programma “Preghiera in Famiglia” che, ogni sera alle 20.30, aiuta tutti a vivere questi tempi di grazie in preparazione al Natale e alla Pasqua. Ogni 12 e 13 da maggio ad ottobre, dal Santuario di Fatima abbiamo le dirette con le celebrazioni che ricordano gli anniversari delle apparizioni mariane. In concomitanza poi con gli Esercizi del Papa, nella settimana di Quaresima, Telepace propone un Corso di Esercizi Spirituali riproposto poi in preparazione della Pentecoste.

Due parole, infine, sul simbolo dell'emittente: «La nostra colomba ha bisogno per volare di due ali, l’ala della preghiera e l’ala della solidarietà. Il miracolo quotidiano di Telepace è che vive di carità per la carità diventando voce di chi non ha voce per le più diverse necessità di tante persone che bussano alla porta dell’emittente per un sostegno economico o accompagnare chi, negli anni della propria formazione, ha bisogno di essere sostenuto per proseguire gli studi».

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