Tempi moderni, tempi di Pivetti

“Tempi moderni” è un programma di servizio che ha l’ambizione di raccogliere le testimonianze di chi nella società è costretto a lottare con i problemi del “quotidiano”. In studio su Rete 4 conduce un’Irene Pivetti dall’ennesimo nuovo look…

Con il suo nuovo look un po' da dark lady, è tornata su Rete 4 in seconda serata Irene Pivetti con "Tempi moderni". Un programma che la dirigenza della rete ha definito "di servizio" e che, come ha spiegato la stessa Pivetti, vuole essere una via di mezzo tra "Mi manda RaiTre" e "Report" di Milena Gabanelli.

A confronto con la trasmissione condotta da Vianello manca il pubblico e lo "scontro" in studio tra le parti in causa, mentre il confronto con il programma della Gabanelli è duro da fare.

La struttura del programma è però simile. La Pivetti in studio, il più delle volte sull'estremo lato sinistro del video, come a voler lasciare spazio allo schermo alla spalle, sul quale vanno immagini, dati e grafici, lancia i servizi, dando spazio agli inviati, alle interviste ai cittadini o alle immagini catturate con telecamere nascoste.

La differenza con "Report" sta nel ritmo, più lento e nel modo di trattare gli argomenti, che lascia più spazio ai cittadini, tralasciando o ponendo in secondo piano le interviste ai "responsabili", quindi trascurando quella sorta di "accanimento investigativo" che fa di "Report" un grande programma d'inchiesta.

Inoltre "Tempi moderni", invece di creare il caso (vedi quello dei finanziamenti ai giornali di partito oppure il caso della Cremonini e della carne Montana), approfondisce casi già scoppiati (sanità, costo della vita, ecc.), in genere più vicini al 'quotidiano' del pubblico. "Tempi moderni" rimane comunque un programma che ambisce essere "di denuncia" e approfondisce problemi che riguardano la vita di tutti i giorni dei cittadini, dalle lunghe attese per avere una visita medica al caro-vita introdotto dall'euro.

Proprio questo è stato uno degli argomenti trattati nella prima puntata del 2007 (trasmessa sabato 3 febbraio): si andava infatti proprio dagli effetti dell'euro sul carovita ai disagi dei pensionati, al costo della pizza, dai comitati sull'euro all'assenza di vigilanza sui prezzi, al mancato rinnovo dell'indice di povertà relativa dell'Istat. In chiusura, il banco dei pegni, tornato in auge.

Rispetto alla prima edizione di "Tempi moderni", la prima puntata del nuovo anno non è stata molto premiata dagli ascolti. Vediamo un raffronto con gli ascolti della serie del 2006.

La seconda puntata della prima edizione, lunedì 11 dicembre 2006, era stata seguita da 1.353.000 telespettatori, con uno share del 12.50%, mentre il secondo dei tre speciali aveva visto confermato il successo da picchi di 2.546.000 spettatori, con il 17.5% di share.

La puntata del 3 febbraio è stata invece seguita da 1.039 mila spettatori con uno share dell'8,98%. Nella stessa fascia oraria c'erano "Un giorno in pretura" su RaiTre, 9,02%, "Controcampo speciale" su Italia 1, con uno share dell'11,94%, e "Il senso della vita" su Canale 5 con il 16,9 di share.

Per "Tempi moderni" si tratta però della prima puntata e, come nella prima versione, probabilmente, la trasmissione deve ancora "carburare". "Tempi Moderni" è un programma Videonews di Giorgio Mulè, a cura di Fabio Tricoli. In redazione: Ilaria Cavo, Alberto Duval, Cristina Missiroli, Fabiola Mosciatti, Lella Volta; in regia, Roberta Bellini (Elena Romanato).

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