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Televisione

Tensione a Telecittà per alcuni licenziamenti

A seguire attentamente tutta la vicenda è stato il sito del quotidiano genovese 'Il Secolo XIX', da cui riprendiamo le seguenti notizie:

«Tre giornalisti e un tecnico licenziati. La scure dei tagli al personale non ha risparmiato il mondo delle Tv locali, dove Maurizio Rossi, patron di Primocanale e Telecittà, ha inviato alla fine dello scorso mese le lettere di licenziamento a tre volti molto noti ai telespettatori genovesi. E cioè all'anchor woman Giovanna Rosi, da 16 anni davanti alle telecamere, e ai giornalisti sportivi Beppe Nuti e Gabriele Remaggi. Una lettera di licenziamento è stata consegnata anche ad Andrea Rocchiccioli, rappresentante sindacale Cgil dei tecnici di Telecittà.
Di fatto, il licenziamento dei tre giornalisti, ha dimezzato la redazione della Tv che Coopsette ha ceduto a Rossi pochi mesi fa. Immediata la replica della Federazione Nazionale della stampa (Fnsi) che, in un comunicato congiunto con l'Associazione ligure dei giornalisti e l'Unione nazionale cronisti, condanna i licenziamenti (rievocando anche le varie fasi della vicenda)...

«Coopsette, colosso cooperativistico dell'edilizia, dopo anni vendeva a Maurizio Rossi, padrone di Primocanale. E tutti garantivano per i sei giornalisti di Telecittà la continuità del lavoro, del contratto giornalistico». Quindi, prosegue il comunicato, «Maurizio Rossi "scopriva" che la Liguria era stata inserita nel programma anticipato del digitale terrestre. Chiudeva allora di fatto il Tg di Telecittà, il sito web senza alcuna comunicazione, accorpando il tutto con il Tg e le programmazioni di Primocanale, destinando Telecittà alla sperimentazione del digitale terrestre. Nelle more di una trattativa sul piano editoriale alla vigilia di un incontro fondamentale..., attivava tre licenziamenti. Due dei quali colpivano i rappresentanti sindacali di Telecittà: Gabriele Remaggi, componente del direttivo della Associazione Ligure dei Giornalisti, e Giovanna Rosi, fiduciaria di redazione e consigliera nazionale del Gruppo Cronisti».
Concetto che ribadisce il presidente dell'Associazione giornalisti liguri, Pierpatrizia Lava: «Faremo tutte le iniziative legali e contrattuali per trovare una soluzione. Alcuni dei colleghi hanno un ruolo sindacale, valuteremo se questo ha avuto un peso. I tre colleghi esprimono in modo diverso tre alte professionalità, il licenziamento ci lascia perplessi».

"Era in corso una trattativa e non capisco proprio come sia stato possibile uscire con un comunicato con questi toni" - è stata la (dura) replica di Maurizio Rossi, che (ha proseguito): "Sembra uno scatto d'ira non meditata. Mi amareggia, ma se qualcuno ha sbagliato a scrivere, ne risponderà. Avevo detto che o si chiudeva tra settembre e ottobre, o arrivavano le lettere di licenziamento. Ma che comunque la trattativa sarebbe continuata, sono lettere che danno un preavviso di due o tre mesi, tutto lo spazio per proseguire. Abbiamo offerto a tutti delle soluzioni. Ora la trattativa con la parte giornalistica non la porterò avanti di persona, come ho fatto finora, la faranno altri"».

Il comunicato rilasciato da Fnsi, Associazione ligure dei giornalisti e Unione nazionale cronisti, era molto duro non solo nei confronti di Rossi ma anche della Coop7:

«(A suo tempo) l'operazione era stata presentata in pompa magna. Coop7, colosso cooperativistico dell'edilizia, dopo anni vendeva a Maurizio Rossi, padrone di Primocanale, che annunciava la nascita e il potenziamento di un gruppo televisivo informativo polivalente. E tutti garantivano per i sei giornalisti di Telecittà la continuità del lavoro, del contratto giornalistico Aeranti e ovvi piani di sviluppo. Il primo atto del nuovo padrone era però quello di pagare in ritardo gli stipendi a Telecittà attribuendo la colpa ai contratti pubblicitari capestro ereditati, come se nella trattativa con Coop7 non avesse preso atto e visione di tutte le documentazioni, comprese quelle dei sostanziosi contributi pubblici ricevuti da Telecittà, come peraltro da Primocanale.
Dopo l'intervento sindacale gli stipendi (già pagati per due mesi in ritardo mentre risultano ancora non onorate le spettanze di alcuni collaboratori-opinionisti) si sono sbloccati e Maurizio Rossi "scopriva" allora che la Liguria era stata inserita nel programma anticipato del digitale terrestre. Chiudeva allora di fatto il Tg di Telecittà, il sito web senza alcuna comunicazione, accorpando il tutto con il Tg e le programmazioni di Primocanale, destinando Telecittà alla sperimentazione del digitale terrestre. Infine sostenendo una condizione di bilancio deficitaria, i costi del personale regolarmente contrattualizzato come esosi e ammettendo di "non avere esperienza di relazioni sindacali"..., presentava un piano per la sperimentazione del digitale con il taglio del 50% degli organici giornalistici di Telecittà.
Nelle more di una trattativa (senza alcuna ipotesi di accordo) sul piano editoriale condotta dal sindacato giornalisti con intelligenza e serietà, finalizzata a individuare soluzioni occupazionali e professionali per i giornalisti con attenzione anche al futuro dello stesso gruppo editoriale (ci preoccupa, in prospettiva, anche il destino del personale di Primocanale), alla vigilia di un incontro fondamentale..., attivava tre licenziamenti...».

A sua volta, «il consiglio nazionale dell'unione Cronisti Italiani ha espresso profonda preoccupazione per lo stato dell'emittenza privata nazionale, con gli annunciati licenziamenti a La7 del 50% dei giornalisti, e per quella locale, con il licenziamento a Genova di metà redazione di Telecittà, compresa Giovanna Rosi, rappresentante sindacale dei giornalisti e consigliere nazionale dell'Unci.
«Il Consiglio - si legge in una nota - invita il Prefetto di Genova a verificare la compatibilità dei comportamenti dell'editore di Primocanale e Telecittà con le norme che assegnano i benefici economici previsti dalla legge sulla emittenza privata»...
Il Consiglio nazionale «contesta l'offerta da parte dell'editore di Telecittà ai colleghi licenziati di alternative d'impiego estranee a contratti di natura giornalistica, per giunta condizionate alla rinuncia a qualsiasi azione legale contro i licenziamenti, così come trova inaccettabile e illegale la pretesa esclusione di qualsiasi ricorso alla tutela sindacale dell'Associazione Stampa Ligure e del Gruppo Cronisti Liguri. Inoltre è preoccupato ed allarmato dal clima di tensione creato in azienda al punto da indurre i colleghi di Telecittà a non leggere il comunicato sindacale della Assostampa Liguria nel timore di pregiudicare eventuali composizioni».

Tag: Tv locali

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