Terremoto al Tg1, guai anche al Tg5

Uno dei sei vicedirettori di Clemente Mimun, Daniela Tagliafico, ha chiesto di essere esonerata dall’incarico per “il disagio nel vedere come viene trattata la pagina politica del Tg1”. Quanto a Mentana…

La lettera di Daniela Tagliafico (considerata vicina al Centro-Sinistra) è supportata da un documento di solidarietà firmato da 30 colleghi tra cui nomi notissimi come Gruber, Busi, Sassoli, Ferrario, La Sorsa e Scarnati. L'accusa è che la pagina politica del Tg1 è "trasformata in un panino in cui apparentemente si dà voce a tutti, ma si chiude sempre con la maggioranza o col Governo".

Mimun si è poi fatto sentire sulla questione, affermando che "non avendo mai pensato di sollevarla dall'incarico, la scelta della Tagliafico di dimettersi spetta soltanto a lei".

Il direttore del Tg1 dovrà a breve confrontarsi con i suoi giornalisti, poiché il Cdr gli ha chiesto un incontro urgente. "Il Tg1 - ha aggiunto ancora Mimun - è tornato con questa direzione a essere il primo telegiornale italiano per libera e quotidiana scelta dei telespettatori. Per me contano loro, non i professionisti del dileggio e della falsificazione, meno che mai chi vuol difendere a tutti i costi rendite di posizione".

Parole dure che non possono che alimentare le polemiche. Sulle dimissioni della Tagliafico infuria infatti il dibattito a livello politico. Antonio Di Pietro si augura che molti seguano l'esempio della giornalista dimissionaria. Per Fabrizio Morri, responsabile informazione ds, "è impossibile andare alle elezioni con questo Tg1 fazioso ed asservito". Paolo Romani (Forza Italia) replica invece che "quello che oggi viene disprezzato come panino blindato all'epoca della Rai di Zaccaria erano le tavole della legge".

Ma che la questione dell'informazione e dei Tg sarà centrale di qui in avanti, per via della imminente campagna elettorale, lo dimostra quanto sta avvenendo al Tg5. Qui da tempo si dà per probabile (ma la cosa in realtà non è affatto sicura) la sostituzione, dopo tanti anni, di Enrico Mentana alla direzione con Carlo Rossella, oggi a "Panorama", che assicurerebbe a Berlusconi un Tg più attento alle esigenze del Cavaliere stesso.

In questo clima sabato è accaduto un fatto sintomatico: al posto dell'apprezzato settimanale del Tg5 "Terra!" la rete (o più probabilmente l'editore Mediaset in quanto tale) ha improvvisamente deciso di trasmettere la rubrica (di Rete 4) "Parlamento In" del fido Giancarlo Vigorelli, dedicata alla concention celebrativa dei 10 anni di Forza Italia. Una decisione che ha trovato molto contrariata la redazione, che non contesta certo la legittimità dell'operazione ma le sua modalità e la considera appunto indicativa di un clima che si sta surriscaldando, andando a minacciare l'autonomia dell'informazione a ogni livello.

Mentana, sornione, aspetta. C'è chi dice che, rifiutando di dimettersi, stia invece solo aspettando il licenziamento, per agire di consegenza a livello legale e magari anche "politico". Ma non è detto che andrà così...

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