Territorio e tecnologia, così Tele Diocesi Salerno rilancia la Tv locale

Nel golfo di Salerno c’è una piccola realtà televisiva che ha stravolto completamente il concetto di Tv locale analogica a favore di innovazioni tecnologiche e linguaggi più vicini al mondo dei giovani telespettatori e dei social network: è Tele Diocesi Salerno

Di Tele Diocesi Salerno ci parla il suo direttore generale, Giuseppe Pantuliano. "L'emittente è nata grazie all’Arcivescovo Grimaldi intorno agli anni Novanta come presenza di informazione religiosa nel territorio campano e nello specifico nelle zone del salernitano. Per anni, la nostra emittente si è orientata quasi esclusivamente su produzioni di carattere religioso, ovviamente anche con lo sguardo al territorio, poi, grazie alla spinta episcopale di Monsignor Tesi siamo arrivati alla creazione di tre canali, TgS, TgS Cultura e TgS Più Uno".

Da circa quattro anni la Tv non è più sotto le dipendenze e direttive della Diocesi di Salerno che, uscita dalla compagine societaria, ha lasciato il testimone ad associazioni laiche che ugualmente hanno finalità sia informative che pastorali. "Come Tele Diocesi", prosegue Pantuliano, "spaziamo tra programmi di informazione, approfondimento,intrattenimento ma quello che vorrei sottolineare è il nostro interesse nel realizzare progetti cinematografici e nello specifico reportage giornalistici legati al mondo della didattica. Attualmente il nostro cavallo di battaglia è il format Movie Education, un format legato alla formazione con partnership di grande prestigio e con il quale coinvolgiamo i ragazzi delle varie scuole. Questo ci offre la possibilità di avere un impatto diverso e maggiore col territorio".

Tele Diocesi è anche un operatore di rete: "Riusciamo a coprire buona parte del territorio grazie anche a degli accordi di joint venture con altre realtà televisive e, soprattutto, con il gruppo di Sky". L'emittente negli ultimi anni ha anche concentrato le sue risorse economiche nel potenziamento tecnologico dell’emittente: "Abbiamo chiesto e ottenuto l’ampliamento della nostra copertura".

Pantuliano spiega poi che l'emittente è "a carattere commerciale, pur mantenendo una certa moralità nella scelta delle produzioni televisive" e che l'interesse principale è "la qualità. Al posto delle tradizionali televendite preferiamo per esempio focalizzare l’attenzione su tutti gli aspetti culturali del territorio. Per noi l’emittente deve essere la voce delle manifestazioni, delle espressioni artistiche. In un futuro non molto lontano, stiamo valutando per esempio l’idea di creare una smart Tv, dedicata particolarmente ai ragazzi, per abbracciare una fascia di età che attualmente non è quella che caratterizza la percentuale maggiore di ascoltatori del nostro canale". L'idea è  "cambiare anche il linguaggio dell’informazione, con programmi molto più snelli, linguaggi che purtroppo difettano almeno al momento nell’emittenza locale. Vogliamo quindi intercettare le nuove tendenze del mercato e per farlo è necessario sfruttare linguaggi e tecnologie peculiari del Web e del mondo dei Social. Prima di tutto occorre potenziare il nostro sito istituzionale. Già in molte delle nostre trasmissioni televisive, poi, abbiamo organizzato dei collegamenti internazionali sfruttando le piattaforme di alcuni social media per interagire con noi dallo studio. Primo fra tutti, Facebook. Proprio in questo periodo, abbiamo aperto uno spazio, Cantiere Tv, dove giovani creativi presentano i loro progetti attraverso il web; quelli più interessanti vengono realizzati, con le nostre risorse e mezzi tecnici di Tele Diocesi".

Per Pantuliano "bisogna creare dei sistemi integrati di informazione e comunicazione. Non è così semplice almeno per quel che riguarda l’emittenza locale ma è necessario far interagire il tradizionale mezzo televisivo con l’universo dei social. Pensare per esempio ad una Smart Tv, a una Web Tv, collegate in sinergia con i giornali locali, le radio, le stesse Tv. Sono processi lunghi che richiedono la ristrutturazione e lo sviluppo di competenze specifiche in quelle persone abituate a vivere a contatto con il mondo dell’analogico. Noi stiamo già ridefinendo tutti i profili professionali, attraverso una mirata sensibilizzazione al social. Adeguare i nostri profili professionali alle nuove tecnologie è un’operazione lenta".

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E proprio  le sue produzioni cinematografiche didattiche costituiscono un valido esempio di come Tele Diocesi Salerno vuole allontanarsi dalla filosofia della vecchia televisione locale analogica. "Fortunatamente rientriamo in quel 37% di finanziamenti provenienti dal Circuito Corallo di cui siamo affiliati e questi introiti ci aiutano a realizzare progetti di qualità impensabili per una Tv a copertura locale".Diocesi_Salerno_Studi03

Nell'emittente lavorano quattordici dipendenti a tempo indeterminato, tra giornalisti e tecnici, mentre una forte saldatura con il mondo del volontariato, le parrocchie, le realtà ecclesiali e le associazioni cattoliche fa il resto. "Insomma quella del rapporto tra qualità e tecnologia, così come quella di un nuovo concetto di televisione e internet sono sfide che pensiamo di raccogliere con concretezza e professionalità".

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