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The next big thing… not Tomorrow

Chiudiamo le testimonianze dall’IBC di Reply con il secondo articolo inviatoci da Paolo Capitelli.

Paolo Capitelli, Partner di Live Reply (*)

17 Settembre 2009

Quando la Tv ad alta definizione (HD) rappresenta ancora oggi una nicchia di mercato, ecco che ad IBC 2009 si comincia ad intravedere la prossima rivoluzione che, con tutta probabilità, si chiamerà TV 3D. La scritta “3D” campeggiava infatti in numerosi stand dove i visitatori assorti seguivano demo di visione tridimensionale. Tra i vari stand che proponevano la visione 3D, noi abbiamo scelto quello di JVC, indossato gli occhialini elettronici ed ammirato il notevole effetto di presenza visualizzato su di un monitor LCD full-HD 46-pollici. L'impressione che ne abbiamo ricavato è stata sicuramente gratificante, facendoci immaginare la capacità di engagement che una visione 3D è in grado di generare nello spettatore. Abbiamo però riscontrato anche un limite che il trompe-l'oeil produce nell'esperienza ottica dell'utente: la scena ha ovviamente una focale determinata al momento della ripresa, e quindi un certo piano di messa a fuoco, ma l'occhio, ingannato dal 3D, tenta di focalizzare anche su piani diversi da quello ripreso, producendo la fastidiosa sensazione di non riuscire a farlo dove si vuole. Altri stand, meno attraenti forse per il visitatore consumer (in minoranza ad un salone di utenza più business quale l'IBC), ma molto importanti per gli addetti ai lavori, hanno proposto soluzioni per abilitare l'esperienza della visione 3D. Questo ci ha ricordato che tutta la filiera deve essere adeguata alle esigenze ed alle specificità che il 3D richiede: dalle telecamere di ripresa alla produzione, dalla post-produzione ai sistemi di high-end fino agli schermi di fruizione. Inoltre, lo stesso concept dei contenuti dovrà avere la creatività per sfruttare al meglio il realismo che l'effetto 3D è in grado di trasmettere: pensiamo non solo ai film avventura o allo sport, ma anche, e soprattutto, al mondo pubblicitario, in cui la capacità di coinvolgere lo spettatore è un elemento chiave e imprescindibile. Non ci dobbiamo dunque attendere che il processo di adozione di queste tecniche e tecnologie sia rapido, né tantomeno indirizzato uniformemente su tutte le tipologie di contenuti. Una prova che di strada da fare ce n'è ancora molta è il progetto 3D4YOU. Finanziato dalla Commissione Europea, il progetto ha come obbiettivo di definire uno standard per la content creation e delivery di contenuti 3D che sia indipendente dalla tecnologia implementata a livello di display televisivo e che sia retro-compatibile con i sistemi di emissione 2D. Entrambi i punti sono imprescindibili, al fine di assicurare che gli investimenti della filiera siano consistenti e soprattutto redditizi, evitando di disperdere in mille rivoli alternativi le energie che tutti gli attori della scena televisiva dovranno mettere in campo: soluzioni verticali proprietarie E2E non garantirebbero ai creatori di contenuto di realizzare prodotti usufruibili sui diversi mercati, invalidando fin dall'inizio il modello di business. In definitiva, vediamo nel 3D un'interessante opportunità tecnologica che contribuirà a differenziare il mercato, generare nuove competenze e nuovi business, specie se si sarà in grado di sfruttare efficacemente le peculiarità della tecnologia. Riteniamo che ci vorranno diversi anni per far maturare tutti i nodi dell'ecosistema 3D, ma il fermento e l'attenzione che gli è stata dedicata in questo IBC 2009 ci fanno ben sperare nel fatto di dover attendere meno di un decennio affinché se ne possa parlare come di una qualsiasi tecnologia di consumer electronics.
(*) Background tecnico ed appassionato di tecnologie, Paolo Capitelli (classe 1967) si occupa di Information Technology dal 1987. Nel 1998 comincia a gestire progetti in ambito “mobile”, realizzando i primissimi servizi WAP per le banche online per arrivare alla realizzazione di piattaforme per servizi SMS ed MMS per operatori mobili italiani ed internazionali. È in Reply dal 2001 e da inizio 2009 è alla guida della società Live Reply, che ha contribuito a far nascere. Live Reply è la società del Gruppo Reply (www.reply.eu) che realizza soluzioni e servizi erogati tramite i tre principali canali digitali di comunicazione: WEB, Mobile e Tv.

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