Tolo Tv nel mirino dei talebani afghani

Almeno sette dipendenti della Tv privata afghana Tolo Tv sono stati uccisi nei giorni scorsi in un attacco suicida avvenuto nel tardo pomeriggio a Kabul nei pressi dell'ambasciata della Russia. Lo ha riferito il capo della polizia Abdul Rahman Rahimi.

Nella deflagrazione, causata da un kamikaze al volante di un furgone, sono rimaste ferite circa 25 persone. Da quanto si è appreso l'obiettivo dell'attacco era un pulmino di una società di produzione legata a Moby Group, il più grande gruppo televisivo del Paese e proprietario di Tolo Tv, che portava a casa il personale impiegato nell'ufficio nel centro della capitale. Tra le vittime, tutte civili, ci sono anche quattro donne.

 

Fin qui la cronaca di questi dolorosi fatti. Ma su Tolo Tv abbiamo scovato questo interessante articolo dei mesi scorsi di corriere.it:

 

“A Tolo Tv si respira tensione e orgoglio. Da quando i talebani hanno annunciato che il canale è un obiettivo militare legittimo, insieme a 1Tv, ci si guarda continuamente le spalle ma non ci si perde d’animo. Su Twitter Saad Mohseni, direttore del Moby Group di cui fa parte la Tv afghana Tolo, scrive: ‘Orgogliosi di affermare che i nostri daranno sempre le notizie senza faziosità né paura. Non ci faremo intimidire da nessun gruppo’.

Il 12 ottobre, in un comunicato, i talebani hanno accusato le emittenti di essere ‘a capo della catena di propaganda che promuove l’informazione e la cultura degli invasori infedeli dell’Afghanistan. I loro programmi sono mirati ad appoggiare gli invasori americani e i loro pupazzi, a combattere contro la jihad e la lotta della nazione afghana, a contrastare i principi islamici e a favorire la divisione dell’unità nazionale afghana’.

A 14 anni dalla caduta del regime del mullah Omar, sotto il quale la televisione era vietata, fare informazione diventa sempre più difficile.

‘D’ora in poi nessun dipendente, presentatore, impiegato, giornalista di Tolo e 1Tv - si legge nel comunicato - godrà più di immunità. Tutti i giornalisti e i collaboratori di questi canali verranno considerati nemici e tutte le loro sedi, i loro uffici e il loro staff verranno considerati obiettivi militari da eliminare direttamente’.

I seguaci del mullah Mansour, successore del mullah Omar, invitano ‘coloro che sono legati a questi canali a stare lontano dagli uffici’ e i ‘giornalisti a porre fine a tutti i contatti con loro’, mentre alla ‘popolazione’ dicono che dovrebbe smettere di partecipare ai loro programmi, non aprire le porte di casa ai giornalisti delle Tv ‘diaboliche’ e ‘boicottare le emittenti della propaganda’.

Per Najib Sharifi, direttore dell’Afghan Journalists Safety Committee, ‘il comunicato di minacce dei Talebani viola le convenzioni internazionali, le leggi islamiche e i diritti umani’. Il Comitato sottolinea come Tolo e 1Tv facciano informazione ‘nel rispetto delle regole della libertà di espressione’. Secondo l’associazione, da gennaio almeno tre giornalisti sono stati uccisi in Afghanistan in diverse circostanze e almeno 67 sono stati i casi di minacce e violenze contro i reporter”.

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