Tre giornalisti licenziati a TrentinoTv

Pochi giorni prima di Natale Trentino Tv ha annunciato il licenziamento di tre giornalisti. Le motivazioni addotte dall'editore Graziano Angeli, che ha ricondotto gli esuberi al taglio delle risorse erogate dalla Provincia Autonoma di Trento, non soddisfano però le associazioni sindacali

Natale amaro per tre giornalisti di TrentinoTv per i quali è stato annunciato il licenziamento. Già a fine 2015 l’editore aveva dichiarato l’esubero di quattro dipendenti (tre giornalisti e un tecnico), poi scongiurato in seguito ad un accordo con i sindacati per un contratto di solidarietà al 32% verticale per tutti i 12 dipendenti fino al 31 dicembre 2016. Pochi giorni prima di Natale, quando la solidarietà non era ancora conclusa, la comunicazione dei licenziamenti. La comunicazione è stata fatta nel corso di un incontro sindacale a Trento al quale hanno preso parte l'editore Graziano Angeli, il direttore Marilena Guerra e la consulente del lavoro Alberta Schlagenauf ed era stata preannunciata al Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e a Fistel-Cisl.
L’editore Graziano Angeli ha motivato gli esuberi con il taglio di 337 mila  euro da parte della Provincia Autonoma di Trento. Angeli ha poi aggiunto che i 50 mila euro che gli saranno elargiti per il 2016 dalla Provincia come contributo dalla legge sull'editoria non sono sufficienti per coprire il trend negativo del bilancio. Per ciò che riguarda i tecnici, dopo l’uscita di cinque persone l’editore ha annunciato l’assunzione di un tecnico a partire da inizio anno. Le motivazioni dell’editore sui licenziamenti non hanno però soddisfatto le associazioni sindacali. «E’ singolare - dichiarano Fnsi e Assostampa regionale - che il preannunciato licenziamento dei tre giornalisti avvenga quando ancora non si è concluso il travagliato anno di solidarietà senza che i lavoratori abbiano ancora percepito un centesimo del mancato introito dall'Inps per i lunghi accertamenti ispettivi dell'Ispettorato del Lavoro di Trento e del ministero del Lavoro per ‘incongruenze’ emerse nell'applicazione del contrato di solidarietà. Ma soprattutto sembra irrispettoso nei confronti di consiglio e giunta provinciale che ancora non ha concluso l'iter di approvazione della delibera attuativa della legge sull'editoria».

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