Tre nuovi canali digitali ‘free’ per Mediaset

Versi una nuova offerta –

Entro l’anno partiranno 3 nuovi canali ‘free’ per Mediaset sul digitale terrestre e un’offerta on demand per internet. Lo garantisce Marco Giordani, Chief financial officer di Mediaset. C’è anche il famoso ‘all news’…

Vediamo la notizia apparsa sul sito www.key4biz.it:

«Dopo Iris e Boing, quest'anno Mediaset prevede di lanciare tre nuovi canali sulla Tv digitale terrestre e un'offerta on demand su Internet.
Lo ha spiegato Marco Giordani, Chief financial officer di Mediaset, in un'intervista pubblicata sul numero di marzo del mensile 'Prima Comunicazione'.
I tre canali sul ddt saranno “una versione più giovane e spregiudicata di Italia 1 (nome di lavoro Italia 2), una rete all news e un terzo canale, La 5; un'offerta in grado di integrare, senza eccessive sovrapposizioni, quella di Canale 5, Italia 1 e Retequattro”, ha detto Giordani che racconta come Mediaset sta affrontando il cambiamento del mercato televisivo per effetto del passaggio al digitale e della crescita di Internet.
“Un cambiamento che Mediaset aveva largamente previsto” - ha affermato il manager che ha spiegato come “Mediaset Premium andrà a break-even quest'anno con circa 4,5 milioni di tessere attive e un ricavo medio di 120 euro a utente”.
“Su Internet - ha detto ancora - continueremo ad ampliare l'attività di Video Mediaset. Inoltre stiamo sviluppando una piattaforma tecnologica per offrire prodotti on demand sulla scia dei cosiddetti sistemi over the top come Hulu. Non sappiamo ancora se sarà un servizio pay o free. È probabile che alla fine alcuni contenuti saranno gratuiti, altri in abbonamento”.

Per quanto riguarda la partecipazione in Endemol, Giordani ha negato che Mediaset voglia puntare al controllo della società: “Siamo soddisfatti del rapporto di collaborazione e di come procede la gestione del gruppo. Soddisfatti anche che Endemol ci permetta di intercettare in anticipo i nuovi trend sulle produzioni nei mercati internazionali. Per questo ci basta il nostro 33% e non crediamo che una quota più alta possa darci un vantaggio maggiore di quello che abbiamo oggi”».

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