Tre vicende di Tv local

Che il momento per le Televisioni locali sia assai difficile non ci sono dubbi: ecco che infatti arrivano le situazioni difficili e i cambi di proprietà. Vediamo cos’è successo a Altaitalia Tv, Telequattro e Sardegna 1.

Come hanno riportato gli organi di informazione locali, Altaitalia Tivù, storica emittente novarese, è stata ceduta a una società di Grugliasco (Torino) che sembra far capo a Arturo Benasciutti, già proprietario di altre emittenti e protagonista in questi anni di varie compravendite di stazioni televisive.
Addio dunque, nella sostanza (la sigla resterà in onda), all'emittente televisiva storica del Borgomanerese e del Medio Novarese: Altaitalia Tivù, appunto, vito che anche il centro di produzione televisiva è stato trasferito a Grugliasco, a pochi chilometri dal capoluogo della regione.

A determinare la cessione della televisione privata, di proprietà della famiglia Albertinazzi, specializzata nell'industria dei mobili, è stato l'avvento del digitale terrestre, come ha precisato Dario Albertinazzi, che fino al 31 dicembre è stato l'amministratore delegato di Sam Editoriale, società a cui faceva capo l'emittente.

«Il digitale terrestre - dice Albertinazzi - comportava l'esigenza di investimenti finanziari molto importanti e una parte dei soci hanno ritenuto che non fosse il momento opportuno, a causa anche della difficile situazione economica generale, per prendere una decisione di questo genere. Personalmente avrei preferito mantenere a Suno la sede dell'emittente, anche perché in questi anni ha offerto un importante servizio al territorio».

La società che ha acquisito Altaitalia Tivù non ha rinnovato i contratti a tempo determinato a un giornalista e quattro tecnici dell'emittente, e ha deciso il trasferimento dell'intero centro di produzione, che si trova accanto al centro commerciale «Risparmione» sulla statale del lago d'Orta, a Grugliasco.

Nata nell'84 a Omegna col marchio T.A.I. (Telealtaitalia), venne poi acquistata dalla Sam Editoriale che ne portò la sede a Vaprio d'Agogna; nel '91 il quartier generale venne trasferito a Suno, dove furono realizzati due studi televisivi, un traliccio alto 52 metri, uffici direzionali, redazione, laboratori tecnici, magazzino.
Dal 2008 al 2011 ha ricevuto il riconoscimento di QualiTV che viene assegnato per la qualità dei programmi e la professionalità degli addetti. Daniele Godio è stato uno dei volti più noti di Altaitalia: «È stata una grande esperienza professionale e vantavamo un programma come 'Cento Comuni' ci ha fatto arrivare in tutte le case del territorio, creando un legame forte e sentito con le persone».

A Telequattro di Trieste, abbiamo scritto nei giorni corsi, c'è stato un (parziale) cambio di proprietà con l'ingresso dell'editore di rete Veneta. Ma restano i problemi, come ha fatto sapere una nota dell'Associazione della stampa del Friuli-Venezia Giulia:

«Con una mossa a sorpresa, con un atto unilaterale di una gravità senza precedenti, l'editore dell'emittente del Friuli-Venezia Giulia Telequattro ha troncato i rapporti di lavoro con ben 15 giornalisti e tecnici, non rinnovando i relativi contratti in scadenza».
«L'editore - prosegue la nota - attraverso il neo-direttore generale Filippo Jannacopulos, non ha preavvisato nemmeno il direttore responsabile della testata delle mutate condizioni di lavoro». La redazione ha proclamato 5 giorni di sciopero. La redazione giornalistica per l'Assostampa, con l'allontanamento «dei 15 colleghi e tecnici, ora non è in grado di garantire la corretta e puntuale copertura dell'informazione».
Si tratta «dell'ultimo di una serie di drastici tagli, che nei mesi scorsi avevano già ridotto redazione e attività dei tecnici» e «riguarda la redazione centrale di Trieste, ma anche Gorizia e Udine» dove non verrebbero rinnovati 7 contratti.

Acque agitate anche a Cagliari, per Sardegna 1. L'editore Giorgio Mazzella ha raccolto l'appello del sindacato dei giornalisti, Fnsi e Assostampa sarda, e si è edtto pronto ad affrontare con «maggiore sensibilità» la vertenza della sua Tv, dopo l'annuncio e la successiva sospensione del licenziamento di quattro redattori su 10 a causa delle perdite di bilancio, un milione di euro in due anni.

«Raccolgo volentieri l'invito dei sindacati per una maggiore sensibilità nell'affrontare la situazione dell'emittente - ha confermato Mazzella all'Ansa - . Un invito che mi è stato rivolto facendo leva sul mio ruolo di presidente della Banca di Credito Sardo, ma sottolineo che intendo comportarmi con la sensibilità richiesta in qualità anche di editore».
L'editore di Sardegna 1 mantiene però la sua posizione rispetto alla criticità di bilancio che ha portato all'annuncio dei licenziamenti. «L'azienda così com'è non ha capacità di restare sul mercato - chiarisce Mazzella - . Senza interventi correttivi sui contratti di lavoro non potremo restare in vita e sarò costretto a portare i libri in Tribunale».

Il proprietario della Tv ricorda la proposta già fatta a giornalisti e sindacati: nuovo contratto con il 18% in meno di retribuzione nella fase iniziale e incentivi da subito in relazione al fatturato, di fatto un premio di produzione. «È questa una formula che stiamo probabilmente anticipando - conclude Mazzella - ma ritengo che sia l'unica strada percorribile per tutte le aziende editoriali che come noi subiscono i contraccolpi di una crisi senza precedenti».

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