Tutti assolti per le frequenze Tv

Tutto cancellato. Molti anni di inchiesta ‘bruciati’, una vicenda clamorosa e che tanto aveva fatto parlare di sé vanificata, tutti gli imputati risultati, alla fine, non punibili, per assoluzione o (in un solo caso) prescrizione.

Ecco l'esito, che verrebbe voglia di definire 'all'italiana', dell'inchiesta sulle frequenze Tv avviata dopo le convulse vicende del 1990, che riguardavano soprattutto l'ex sottosegretario alle Poste Giacalone, la Federal Trade Misure di Remo Toigo, nonché, fra i nomi più noti, Gianni Letta e Adriano Galliani, oltre a una fitta schiera (le persone coinvolte nell'inchiesta, per le quali era stato richiesto il rinvio a giudizio, erano ben 59) di personaggi dell'emittenza nazionale e locale. Per tutti il sospetto era che fossero a vario titolo intervenuti illecitamente nella fase di stesura del piano delle frequenze Tv, appunto nel '90, affidato a sorpresa alla stessa Federal Trade Misure, anche con versamento di tangenti; i sospetti più pesanti erano appunto per Letta e Galliani, per conto della Fininvest.

Ma il gip Fabrizio Gentili ha 'smontato' le tesi del Pubblico Ministero Maria Cordova che aveva concluso (nel '96!) la sua maxi inchiesta chiedendo appunto un rinvio a giudizio generale. Dopo ben cinque anni la sentenza che ha mandato tutti assolti.

In conclusione pare che non sia accaduto nulla di male nel '90, visto che per tutti è stato deciso il 'non luogo a procedere', perché 'il fatto non sussiste e non costituisce reato'. Solo per Giacalone (giovane sottosegretario di Mammì la cui carriera fu stroncata sul nascere dall'inchiesta e dalle mille polemiche conseguenti) è stata constatata l'avvenuta prescrizione del reato di corruzione.

Insomma, come non detto, nella migliore della tradizioni di questo strano Paese. (M. R.)

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