Tutti i canali di Putin

L’agenzia di stampa russa Ria Novosti lancerà due nuovi canali satellitari in lingua araba e spagnola per rafforzare l’immagine della Russia all’estero. Putin ha in mano quasi tutto…

A un anno e mezzo dal lancio di Russia Today Ria Novosti, l'agenzia di stampa statale russa proprietaria dell'emittente d'informazione, intende lanciare un canale in lingua araba e uno in lingua spagnola.

Russia Today è un canale satellitare che trasmette notizie dalla Russia in lingua inglese, 24 ore su 24. Il nuovo canale Russia al-Yaum, dove lavoreranno circa 400 persone tra giornalisti e tecnici, trasmetterà news in lingua araba con uffici di corrispondenza al Cairo, Ramallah, Gerusalemme, Bagdad, Parigi, Londra e New York. I giornalisti sono stati reclutati alla Tv tunisina e kuwaitiana, a Al Jazeera e a Sky Tv.

Il lancio di Russia al Yaum è un'importante mossa strategica per la Russia di Putin che sta tornando prepotentemente sulla scena internazionale e in particolare in Medio Oriente, dove il peso diplomatico del Paese guidato da Putin sta guadagnando nuovo credito. "La priorità russa in Medio Oriente - ha spiegato Margarita Simonyan, giovane direttore del canale inglese - è contribuire alla risoluzione dei conflitti con tutti i "partecipanti". Mosca ha ottime relazioni ed è tenuta in considerazione da entrambi gli schieramenti e non, come altri Paesi, da uno solo. Per questo c'è grande attesa per il lancio del nostro canale che garantirà informazione indipendente mostrando qual è la posizione della Russia sui maggiori snodi di crisi del mondo".

Il canale in spagnolo parlerà invece ai Paesi dell'America latina (un'altra area del mondo in cui molti Paesi fanno riferimento alla Russia). Per entrambi i nuovi canali non si parla di pubblicità, come non si sa nulla dei dati d'ascolto del canale inglese. Ma il bilancio non è il primo problema che si pone Ria Novisti con questi canali; si tratta invece di rafforzare l'immagine della Russia di Putin all'esterno, tanto che Russia Today si è guadagnata nel tempo il soprannome di "CNN del Cremino".

Di fatto con questa mossa i media a favore dello "zar" Putin non fanno altro che crescere. Nel corso degli anni, infatti, il presidente russo e i suoi accoltiti, hanno fatto una serie di abili mosse tali da cancellare la presenza in Russia di qualsiasi mezzo di comunicazione indipendente (come abbiamo già visto nei giorni scorsi).

In breve, allo stato russo appartengono quotidiani e settimanali come 'Rossijskie Vesti' o 'Rossijskaia Federazia', le agenzir di stampa Itar Tass e Ria Novosti, le emittenti televisive Rtr (che fa capo alla holding statale Vgtrk), Canale 1, Canale Russia, Canale Cultura e Radio Golos Rossi. Appartengono a Gazprom (colosso statale del gas con a capo un uomo di Putin, Alexej Miller) i quotidiani e settimanali 'Segodja', 'Itogi', 'Sjem Dneje', 'Izvestja' (di cui Gazprom controlla il 50,19%) e 'Tribuna Sem Dnej' e le emittenti radiofoniche Radio Troika, Radio Pervie PopuliarnOE, Radio Do-radiOE, Radio Next; Nek cinema controlla poi Nrv Nino (casa di produzione), il cinema multisala Oktabiar, il più grande di Mosca, e il Cristal Palace di San Pietroburgo. In tutto Gazprom detiene il 16% del mercato editoriale russo e il 30% di quello moscovita.

Nel campo televisivo, poi, Gazprom e lo Stato hanno un potere quasi assoluto. Sono di loro proprietà: Ort, Ntv Ntv Plus, Ntv Mir, Ntv America e Rtr.

Dal 2004 il governo russo ha iniziato ad occuparsi anche del controllo della rete telematica. Le autorità russe stanno elaborando un provvedimento che istituisce un comitato di controllo delle informazioni sulla rete, che si aggiunge all'attività di intelligence che già le autorità russe svolgono nei confronti del web tramite l'installazione obbligatoria per i provider di sistemi di controllo per poter accedere a qualsiasi informazione sugli utenti. In caso di rifiuto è previsto il ritiro della licenza ai provider.

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