Tutti i guai di Gioco Calcio

Ci sono problemi seri per la piattaforma televisiva dei club ribelli, che trasmette ma che, per ora, non paga…

Nella seconda settimana di novembre, dopo lo scandalo delle fidejussioni e la bocciatura del decreto spalmadebiti da parte della UE, il "problemino" del mancato rispetto degli accordi presi tra Gioco Calcio e i sei club di A legati alla piattaforma l'ha fatto da padrone.

La nuova piattaforma Tv infatti non paga e Perugia, Empoli, Brescia, Ancona, Modena e Chievo (che paradossalmente sono in buona misura anche promotori dell'iniziativa attraverso Plus Media Tranding e quindi sono in qualche modo creditori e debitori allo stesso tempo) sono insorte, scrivendo una lettera al presidente della Lega Adriano Galliani in cui minacciano di non scendere in campo dopo la sosta di ieri, 16 novembre.

GiocoCalcio ha infatti un capitale sociale di 100mila euro, ripartiti nel seguente modo: 67.5% Plus Media Trading; 7.7% Italopec (società immobiliare milanese); 0.6% Franco Sensi (presidente della A.S. Roma) e 24.2 Bg Tv (Marco Bianchi). Il problema è chiaramente finanziario: mancano in realtà soci "pesanti" (che non sono mai arrivati) e non c'è la possibilità di dare un seguito alle iniziative annunciate (cioè diventare una vera piattaforma, con tanto di smart card, call center, produzione di partite al livello di Sky, l'ipotizzato "tutto il calcio" sulla serie B ecc.). E poi - dramma nel dramma - gli abbonamenti raccolti finora non sarebbero andati oltre le 30.000 unità, anche perché per abbonarsi bisogna passare (e pagare) obbligatoriamente per Sky.

Fin troppo facile il gioco per Sky che, dopo aver mostrato i muscoli all'epoca di contrattare le condizioni per far nascere la presunta piattaforma - rivale (costringendo Gioco Calcio ad accetttare le sue condizioni anche solo per avere dei canali su cui trasmettere, tanto che la cosa è finita "in arbitrato" all'Authority), ora aspetta Gioco Calcio al varco, dicendosi pronta a trasmettere tutta la serie A. Ai piccoli club allora non resta che drammatizzare la situazione (in effetti assai seria, ma non solo per loro, considerando la citata bocciatura europea del decreto spalma-debiti) e ricorrere alla consueta minaccia di non giocare più. Dopo pochi mesi dalla "buriana estiva" del calcio, siamo insomma daccapo.

Intanto ci sono importanti novità ai vertici della struttura. Accanto al responsabile di Gioco Calcio, Antonio Matarrese (vicepresidente di Lega), c'è infatti nientemeno che Franco Tatò ad occuparsi, per conto dei 6 club che hanno minacciato il blocco della A, del reperimento delle risorse finanziarie per i contratti tv.

Ma chi vorrà rischiare soldi in una piattaforma per la verità sostanzialmente inesistente che neppure la Lega Calcio (all'inizio socia piena dell'operazione) sembra volere o potere più "coprire"O Lo vedremo presto, anche se a sorpresa nelle ultime ore è spuntato fuori il nome di Sandro Parenzo di TeleLombardia e (e Videa), che si è detto interessato a "rifondare" Gioco Calcio.

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