Tv digitale: grossi problemi a Nord-Est

È sempre più complicata la situazione per le Tv di Veneto e Friuli-Venezia Giulia a causa dei problemi di interferenze con Croazia e Slovenia, che pure il Governo aveva detto di aver risolto. Invece i nostri due ‘vicini’ se la prendono con noi e alcune Tv locali sono (senza colpe) ‘nel mirino’.

Vediamo prima una nota dell'Ansa:

«Migliaia di sloveni che vivono nelle aree al confine con l'Italia dalla metà della settimana scorsa non possono più seguire i programmi delle emittenti televisive slovene a causa delle interferenze illegali, secondo le autorità competenti di Lubiana, di alcune emittenti italiane.
Come riferisce il quotidiano 'Dnevnik' di Lubiana, da mercoledì scorso la trasmissione nella zona di confine con l'Italia è passata a nuove frequenze che permettono una migliore diffusione del segnale digitale. Queste frequenze però, secondo Miran Dolenec, direttore dell'azienda pubblica slovena per le telecomunicazioni della Tv di Stato, vengono illegalmente adoperate dalle emittenti italiane.

“Da anni assistiamo al comportamento scorretto degli italiani che illegalmente usano le nostre frequenze, ma in passato gli abbonati sloveni avevano solamente dei disturbi nella ricezione, mentre adesso, con la nuova tecnologia, o non riescono a vedere niente o possono seguire solo i canali italiani” - ha spiegato. Secondo lui «l'Italia viola il piano sull'uso delle frequenze deciso a livello internazionale».

Interferenze e disturbi seri sono iniziati lo scorso dicembre quando il Friuli-Venezia Giulia è passato al digitale. Secondo la stampa, in passato non è stato possibile risolvere simili problemi con l'Italia, poiché «l'Italia nell'assegnazione delle frequenze Tv e Radio adopera criteri e regolamenti propri, che non sono stati adeguati alle norme internazionali ed europee».

Simili interferenze sono state registrate anche in Istria e in Dalmazia, ragione per la quale dopo che non c'è stata risposta dalle autorità competenti italiane, la settimana scorsa ha reagito il ministero degli Esteri di Zagabria con una lettera al ministro Franco Frattini».

Per capirci, il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo aver assicurato che i problemi con i due Paesi confinanti erano stati risolti, ha assegnato alle emittenti locali (altrimenti, in soldoni, “non ci stavano tutte” sulle frequenze a disposizione) anche frequenze che in sede internazionale erano riservate a Croazia e Slovenia. Alla prova dei fatti, però, sono di nuovo sorte le temute interferenze. E non possono essere imputate, evidentemente, alle Tv locali, che hanno solo eseguito quanto stabilito dal Ministero.
Di qui le proteste di Croazia e ora Slovenia, cui il Ministero sembra aver reagito chiedendo intanto alle Tv locali interessate di “abbassare le potenze”. Ma si può immaginare che i problemi potrebbero persistere ugualmente.

Insomma, una situazione spinosa, che non depone a favore di una buona programmazione del passaggio al digitale nella zona. E a parte le altre regioni confinanti con la Croazia (e altro) che dovranno affontare in futuro lo switch-off, c'è da pensare ai problemi ugualmente seri che potrebbero sorgere in Toscana e Liguria in riferimento alla Francia (Corsica, soprattutto, ma non solo).

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