Tv digitale interattiva: un libro dei sogni

Segnano il passo, per essere ‘generosi’, quasi tutti i progetti di ‘Tv utile e interattiva’ via digitale terrestre che coinvolgevano la Pubblica Amministrazione. Intanto TelePA non esiste quasi più…

Una recente interessante inchiesta di Fabrizio Patti su "Il Sole 24 Ore" ha fatto lo (sconfortante) punto della situazione:

«Il sogno era apparso chiaro. Insieme visionario e tecnologico. Trasformare la Televisione in una piattaforma interattiva utile per i cittadini. In breve tempo, annunciavano i profeti della grande trasformazione, con il telecomando sarà possibile pagare le bollette, si potrà accedere al sistema socio-sanitario utilizzando le carte regionali dei servizi, o ancora chiedere certificati e consultare i dati anagrafici. Per l'occasione, si era provveduto a battezzare questo modello con tanto di appellativo anglofono: "t-government", scimmiottando l'e-government che invece prevede l'interattività tra Pubblica Amministrazione e cittadini attraverso Internet.

Il sogno ora ritorna. E appare per quello che è. Un sogno, appunto. Perché la realtà è di tutt'altra fattezza. La Televisione "utile" non è mai partita. Quei pochi progetti di Comuni, Regioni e altri enti che tra mille difficoltà sono stati portati a termine e che risultano attivi, hanno un piccolo problema: non li utilizza (quasi) nessuno.

Se mai ce ne fosse bisogno, la conferma arriva anche da un sondaggio dell'Istituto Piepoli per il Cnipa (Comitato Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione): del 10% di italiani che utilizzano il digitale terrestre, si legge, solo il 2% ha fatto ricorso ai servizi della Pubblica Amministrazione, e solamente per cercare informazioni. In soldoni, si tratta dello zero virgola qualcosa della popolazione italiana.

Ma perché il sogno di un matrimonio tra Pubblica Amministrazione e digitale terrestre è tramontatoO Certo, la forte (e prevedibile) competizione di Internet, su cui correttamente molte amministrazioni hanno concentrato le risorse insieme ai costi sempre più proibitivi della "banda" necessaria per far transitare i servizi, hanno fatto la loro parte. Ma in qualche caso ha contribuito anche la tipologia di servizi offerti: diciamo così, non proprio essenziale.

Qualche esempioO C'è chi ha pensato un servizio dedicato a genitori e studenti per la gestione delle giustificazioni scolastiche. Chi, invece, ha ritenuto prioritario predisporre un servizio interattivo per ottenere in tempo reale le «previsioni del polline» per gli allergici. E chi, ancora, si è preoccupato di informare i cittadini addirittura sulla tracciabilità della bistecca».

Sullo stesso quotidiano Maria Comotti si è occupata della triste sorte di TelePa, la Tv della Pubblica Amministrazione:

«Doveva essere il gioiellino di comunicazione della nuova Pubblica Amministrazione, quella post legge 150/2000, quella tutta trasparenza e contatto diretto con i cittadini. Ma oggi, dopo quasi cinque anni di onorato servizio, TelePA, la Tv delle pubbliche amministrazioni, vittima in qualche modo del piano di riduzione della spesa pubblica promosso dal ministro Luigi Nicolais, non esiste più. Inattivo il portale di riferimento (www.telepa.it), scuro lo schermo che avrebbe dovuto intercettare il segnale del satellite da cui veniva rilanciata, interrotto il rapporto con il canale interattivo RaiUtile sul digitale terrestre.

Del progetto innovativo nato nell'ottobre del 2002 proprio da un'idea del dipartimento della Funzione fubblica e del Formez (centro formazione e studi partecipato dallo Stato) rimane come eredità un Osservatorio permanente delle pubbliche amministrazioni che sperimentano la produzione di contenuti multimediali e RetePA (www.retepa.it), un network che riunisce le iniziative dei diversi enti locali.

Chiuso e smantellato lo scorso maggio, invece, quello che era il cuore e il motore propulsore del progetto: un tg online in onda quotidianamente, cinque giorni alla settimana, dedicato ai grandi temi della comunicazione pubblica e istituzionale, trattati fin dall'esordio dalla redazione romana (sette giornalisti guidati dal direttore Antonio Bettanini) con un taglio molto pragmatico...

Dal punto di vista dei contenuti al Tg si erano via via aggiunti altri format di approfondimento, come TelePA.com, notiziario della comunicazione europea, TelePA EuroSud (rubrica quotidiana sullo sviluppo delle regioni del mezzogiorno impegnate nella gestione dei fondi europei ed italiani), TelePA Europe (Tg in lingua inglese che si rivolgeva alle amministrazioni europee) e TelePA Sprint (per comunicare la progettazione integrata).

Un'iniziativa cresciuta nel tempo dunque, al passo con gli sviluppi delle nuove tecnologie e in linea con un'idea più moderna di Pubblica Amministrazione che ha subito però una brusca battuta d'arresto con l'arrivo di Luigi Nicolais. Il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella pubblica amministrazione ha varato infatti fin dall'inizio del suo mandato un piano di riorganizzazione e risparmio della spesa pubblica, promuovendo fra l'altro una serie di interventi di razionalizzazione per il Formez, con la chiusura delle società controllate. Viene messa in liquidazione anche Euform, società controllata dal Formez (ma ne fanno parte anche soggetti privati come Adn Kronos, Maggioli editore, Istituto Piepoli) ed editrice di TelePA».

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