Tv e nuovi Media: i dati dell’Osservatorio di Pavia

Libertà, pluralismo e garanzie: Pierangela Fiorani, direttore della ‘Provincia Pavese’, e Stefano Mosti, presidente dell’Osservatorio, ne hanno discusso al Collegio Universitario Santa Caterina di Pavia.

Il primo dei 3 incontri previsti dal programma “Le strade infinite della comunicazione” , predisposto da “Sul sentiero di Isaia” della Diocesi di Pavia, tenutosi il 14 marzo scorso presso la sede del Collegio, ha affrontato la proposizione dei 3 fondamentali temi nel quadro odierno della comunicazione.
La discussione, particolarmente riferita all'irrompere dei nuovi media e al ruolo della Tv, si è tenuta sulla base dei dati presentati da Stefano Mosti, presidente dell'Osservatorio di Pavia, e da quanto Pierangela Fiorani, direttore della 'Provincia Pavese', ha proposto nell'introdurre il tema della serata, soffermandosi sul particolare aspetto della nuova audience nel nuovo scenario tecnologico.

La modalità comunicativa interattiva offerta dalle nuove tecnologie della comunicazione impone la ricerca di nuove declinazioni da parte di chi è abituato ad operare secondo la modalità comunicative tradizionali, come giornali e Tv (generalista o tematica che sia).
Già, la Tv. Media in “naturale” abbandono, almeno nella sua declinazione broadcasting, dato che il suo uso è strettamente connesso all'altrettanta “naturale” evoluzione nella specie umana: i giovani usano i “nuovi” mezzi che il progresso presenta loro, mentre gli anziani si arroccano nell'usare quelli che “passa il convento”.

Fra le persone di mezza età e gli anziani d'altra parte è il broadcasting elettronico-etere-digitale nella sua monodirezionalità comunicativa di valori e contenuti politici a prevalere oggi e così sarà per molto, con fondamentali e dirette ripercussioni sui comportamenti sociali e sulle scelte di schieramento elettorale.
Basti a pensare cosa è successo in Italia negli ultimi 20 anni con la “discesa in campo” dell'Imprenditore Televisivo a cui la maggioranza, seppur relativa, degli italiani ha affidato il governo del Paese nel lasso di tempo citato.

Impressionanti sono, a proposito di pluralismo, garanzie e sistema broadcasting Tv, le misurazioni effettuate dall'Osservatorio di Pavia che, dal 1994, l'anno appunto della “discesa in campo”, rappresenta la prima e più importante attività strutturata nazionale nello studio delle opzioni che la Televisione assume nell'informare chi la segue e diventato ormai, per la propria professionalità, punto di riferimento a livello europeo e di organi internazionali (come quelli preposti al monitoraggio della comunicazione mediatica nelle fasi di sviluppo della democrazia nei Paesi di recente liberazione dalle tirannie).

Sono i confronti tra i dati delle ammiraglie dei broadcaster europei e quelle della nostra Rai, nei loro parametri comuni, che colpiscono per la distanza tra chi opera nel nostro Paese e chi opera nel vecchio continente nel rapportarsi con milioni di cittadini con la comunicazione monodirezionale.
Nell'ambito della recente ricerca sul tema “Politica e giornalismo nei Tg della Rai” il perdurare dello squilibrio nei tempi di parola assegnati dai Tg della Rai (media tra i tempi Tg1, Tg2, Tg3) a favore di una parte (Pdl, 20%) rispetto all'altra (Pd, 15%) nel mese di gennaio 2012 dimostra una sostanziale uniformità con il passato. 'Clamorosi', per lo stesso parametro, sono i dati ricavati, a margine, sempre in media, per i 3 Tg delle reti Mediaset, dove il rapporto tra tempo assegnato al Pdl rispetto al Pd è quasi 5:1 (48% contro il 10%) e il tutto in un quadro in cui allo stesso Governo (Monti) viene assegnato il 21%, quindi la metà di quanto assegnato ad uno dei tre partiti che sostengono il Governo stesso.

Molto correlati all'orientamento, se non elettorale almeno culturale e valoriale, sono poi i dati che l'Osservatorio rileva a proposito della diffusione via broadcasting Tv di contenuti diversi da quelli dell'informazione politica. Tra questi, quelli che più hanno colpito nel corso della serata sono quelli relativi ai temi della “Insicurezza”, sia sociale che economica, dei “valori trasmessi”, sia per i piccoli (dai cartoni animati) sia per adolescenti e giovani (dalle fiction prodotte per loro), e dei ruoli di genere nella macchina dell'informazione broadcasting Tv (chi dà la notizia, chi produce la notizia e chi fa notizia).

Per quanto riguarda i valori trasmessi, gli aspetti quantitativi sinteticamente esposti dal presidente Mosti, tratti dalle due relative poderose ricerche “Valori di Cartone” e “Teen Drama”, illustrano molto bene quanto viene recepito dai destinatari bambini ed adolescenti nei termini dei contenuti “promossi” da questi prodotti mediatici.

I prossimi importanti incontri del programma “Le strade infinite della comunicazione”, organizzato da “Sul sentiero di Isaia”, si terranno sempre al collegio Universitario S. Caterina da Siena nella serata di mercoledì 4 aprile, in cui Alessandro Repossi, direttore de “Il Ticino” presenterà Roberto Napoletano, direttore de “Il Sole 24 Ore” che tratterà del tema “Sfide, rischi e valori nel mondo dell'informazione”, e di giovedi 3 maggio, in cui il giornalista Fabio Pizzul introdurrà Luigi Accattoli del “Corriere della Sera”, che parlerà a proposito del tema: “Il messaggio cristiano al vaglio dei media”.

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