Tv locali e digitalizzazione: che è successo in agosto?

Riprendiamo le nostre news per questa nuova stagione Radio/Tv con un riepilogo di quel che è successo nel mese delle ferie. Non molto di sconvolgente, anche se proprio a fine mese è arrivata la ‘bomba’ dell’attesissima sentenza sull’LCN…

Agosto, quest'anno, non ha consegnato momenti memorabili per la storia della Tv italiana. Troppo vicina, forse, la celebrazione della conclusione della digitalizzazione del Paese per avere le solite "sorprese" ministeriali. Non mancano, comunque, eventi e spunti di riflessione interessanti.

Cominciamo dall'infinita storia delle frequenze legate al beauty contest (ormai ex). L'asta onerosa avrebbe dovuto avvenire entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto fiscale convertito nella legge 44/2012. Il termine era fissato per il 28 agosto. Avendo rinnovato il consiglio dell'Agcom è stato deciso con un gentlemen agreement di far partire i 120 giorni dall'insediamento (avvenuto il 18 luglio) del Consiglio dell'Autorità. L'asta, quindi, si farà probabilmente tra ottobre e novembre.
In gioco ci sono (almeno sulla carta) sei reti nazionali. Tre sono monofrequenziali (sui canali 54, 55 e 58), due su due frequenze (06/07, 25/23), una addirittura su tre (28/24/59).

Sempre di qualche giorno fa è invece la decisione del Consiglio di Stato sulla numerazione del telecomando digitale (poi ce ne coccuperemo più in specifico in un'altra news). L'ultimo grado amministrativo ha confermato le sentenze di primo grado del Tar del Lazio che avevano accolto a loro volta i ricorsi del Comitato Radio Televisioni Locali, di Get (Più Blu Lombardia) e il ricorso di Sky (per la numerazione di Cielo). In questo modo saltano i numeri 8 e 9 (non andavano assegnati a Tv tematiche come Mtv e Deejay Tv), ma non ci sono modifiche imminenti. In pratica la nuova Agcom dovrà occuparsi immediatamente e in tempi ristrettissimi proprio di sistemare la questione. Arriverà, quindi, una nuova consultazione pubblica e nuove regole.
Tutti i fornitori di contenuti, quindi, dovranno per forza ripresentare domanda per l'agognato numerino...

Attesa entro fine settimana è invece la pubblicazione del bando per l'assegnazione dei diritti d'uso definitivi per le regioni che hanno switchato prima del 2011 (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino - Alto Adige, Veneto, Friuli - Venezia Giulia, Emilia - Romagna, Lazio - meno la provincia di Viterbo - , Campania e Sardegna). In questo caso. il nuovo piano delle frequenze è inserito nella delibera 265/12 che fissa anche il numero di frequenze assegnabili per ogni regione.

Le sorprese sono tutte negative e a carico delle Tv locali, come dicevamo anche sul numero di settembre di Millecanali. Ad Aosta e dintorni sono 14 i canali utilizzabili, 17 sulla carta in Piemonte (c'è il giallo del canale 35, come vedremo, e le limitazioni sull'uso del 23 per tutelare la Rai da Monte Penice), Lazio e Friuli - Venezia Giulia, 18 in Lombardia, Emilia - Romagna, Veneto (ma non tutte di qualità eccelsa), 16 in Trentino - Alto Adige (a Bolzano quattro risorse vanno alla Ras) e Campania. Solo 14 in Sardegna, dove si devono comunque sistemare anche i canali di tutte le reti nazionali, Rai compresa.

Proprio la concessionaria pubblica dovrà sistemare in tutte queste regioni il proprio primo bouquet (quello legato al servizio pubblico) sui canali 05, 09 e su un canale Uhf che cambia regione per regione. Nulla cambia, sotto questo aspetto, se non che nel Lazio si passa sul 28 e in Sardegna sul 45.

Ampie le concessioni per ridurre le interferenze con l'estero: i canali veneti per le Tv locali realmente regionali saranno una manciata, similmente a Trieste e dintorni. C'è parecchia attesa fra gli operatori per le regole del bando. Se il Ministero dovesse optare per sistemi diversi rispetto a quanto fatto dal 2011 in poi con le altre graduatorie rischia probabilmente di far annullare l'intero procedimento amministrativo. Difficile quindi dire addio a consorzi e intese (pare che da Roma volessero pure decidere le alleanze). Di certo si sa che la copertura sarà valutata sugli impianti in masterplan prima della digitalizzazione, al lordo delle interferenze. Eventuali compravendite sono valide sino alla pubblicazione del bando.

A inizio agosto, invece, gli esiti di un altro bando, quello relativo al rilascio volontario delle frequenze sempre nelle solite regioni che passarono in digitale entro il 2010. Un tentativo di liberarle il prima possibile per l'Lte. Peccato che se le Tv locali (il quadro completo lo ospiteremo sulla rivista) non riceveranno i soldi pattuiti non spegneranno facilmente gli impianti. Alcune emittenti, quindi, escono dal mercato come operatori di rete. Non mancano nomi eccellenti (due frequenze su tre del gruppo Mediapason in Lombardia; quasi tutto il gruppo Amici nel Lazio per esempio), ma alla fine non ci saranno sconvolgimenti epocali, con le singole società che proseguiranno come fornitori di contenuti in quasi tutti i casi.

Infine, spazio anche per Europa 7. Non tanto per la futura collaborazione con la Serie B di calcio (futura perché non ancora iniziata in effetti sugli schermi), quanto perché una sentenza obbliga il Ministero ad assegnare una frequenza degna di nota da Monte Penice alla rete di Francesco Di Stefano. La scelta pare caduta sul canale 35, che così non sarà più disponibile per le Tv locali.

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