Tv locali: è l’ora di provarci

Editoriale del mese: giugno 2010 –

Fino a qualche tempo fa c’era ancora un’atmosfera di attesa fra le Tv locali italiane: certo, l’esperienza della Sardegna non era stata incoraggiante, certo, le difficoltà e le incognite crescevano, ma insomma c’erano stati dei tavoli per risolvere il problema delle frequenze e in qualche modo alla fine erano state trovate per quasi tutti, persino in regioni problematiche come Lazio e Campania. Non molte invece, ancora, le iniziative innovative in digitale delle Tv locali, ma insomma non si pote…

Fino a qualche tempo fa c'era ancora un'atmosfera di attesa fra le Tv locali italiane: certo, l'esperienza della Sardegna non era stata incoraggiante, certo, le difficoltà e le incognite crescevano, ma insomma c'erano stati dei tavoli per risolvere il problema delle frequenze e in qualche modo alla fine erano state trovate per quasi tutti, persino in regioni problematiche come Lazio e Campania. Non molte invece, ancora, le iniziative innovative in digitale delle Tv locali, ma insomma non si poteva pretendere subito anche questo, per emittenti che si trovavano fra mille insidie e tanta (anche nuova) concorrenza ad affrontare un (costoso) passaggio epocale.

Poi, negli ultimi mesi, è arrivata una lunga serie di cattive notizie. Gli ascolti delle locali, nelle regioni passate al digitale, sono crollati e nel nuovo scenario così complicato è sempre più difficile tenersi stretti gli inserzionisti pubblicitari, già messi a dura prova dalla crisi.

Soluzione individuata (ben poco interessante, alla lunga): uscire da Auditel.

Poi c'è stata la devastante questione dell'LCN e qui le colpe vanno divise fra molti, a nostro parere. Il problema non è stato individuato per tempo nella sua dimensione, purtroppo, e anche a molte Tv locali è sembrato più conveniente arrangiarsi in qualche modo (con una presunta buona numerazione ottenuta 'forzando' i decoder) che non trovare una soluzione. Una prospettiva miope, che ha portato all'attuale situazione di eterno stallo, dannosissima per le stesse Tv locali. E, alla fine, l'Agcom ci ha messo del suo, ritardando oltremisura il tentativo di mettere mano a una situazione insostenibile.

Non ha invece voluto rinunciare - la stessa Authority - al piano delle frequenze, il cui principale 'torto' non è tanto di “esserci” bensì di arrivare ora, quando quasi metà Italia è già passata al digitale e le soluzioni zona per zona erano già state trovate. Non conosciamo ancora, al momento, il contenuto del piano, non sappiamo come e quanto riuscirà nel miracolo di salvaguardare il terzo delle frequenze per le Tv locali, di dare spazio a tutti i nazionali e di individuare i canali anche per i nuovi entranti previsti dalle gare (ma due frequenze sono 'virtualmente' già prenotate da Rai e Mediaset). Una quadratura del cerchio, davvero, che a occhio e croce potrà essere trovata solo se magari si ridimensionerà il settore della Tv mobile.

E poi la concorrenza che cresce ogni giorno: Rai con il free e Mediaset con il free e la pay, Telecom, Dahlia, i vari gruppi multinazionali con i loro canali, Europa 7 HD, Tarak, vari altri nuovi entranti...

E infine il grande spauracchio di Sky, su cui si concentrano le accuse, in mancanza di soluzioni sul resto.

Che succederà alle Tv locali, accusate pure di non sfruttare a dovere i mux faticosamente conquistati (con quali risorse? - verrebbe da chiedere)? Cominciano a serpeggiare previsioni catastrofiche ma noi non crediamo che debba finire così e invitiamo da queste colonne le Tv locali a reagire, a dimostrare che per loro, anche domani, ci sarà uno spazio forte e significativo, perché la dimensione di voce del territorio sono solo loro a rappresentarla e questo, dopo tanti anni, non può essere messo in discussione.

Millecanali continuerà a seguire con speranza il nuovo scenario Tv, convinto che non sarà la fine per le Tv locali, che dovranno sì trasformarsi e adeguarsi ma potranno anche uscire (magari non tutte) bene da questa dura prova.

Intanto occorre non dimenticare che cosa le Tv locali rappresentano e per questo abbiamo organizzato quest'anno il nuovo Tg d'Oro, un concorso che ha lo scopo di valorizzare il grande lavoro di informazione svolto proprio da queste emittenti. Al termine, in un'iniziativa pubblica, tireremo le somme del materiale raccolto e contiamo che le Tv locali sappiano dimostrare il loro valore e la loro insostituibile funzione. In analogico e anche in digitale.

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