Tv locali: per il CNT – TPD il futuro è nero

Diamo spazio oggi alla visione non certo positiva dell’associazione CNT-TPD (Coordinamento Nazionale Televisioni – Terzo Polo Digitale) sul futuro delle Tv locali, alle prese con la necessità di investire nel digitale.

Ecco il punto di vista dell'associazione sul (duro) compito dell'emittenza televisiva locale italiana nel nuovo scenario digitale, come riportato dal loro 'bollettino':

«Il digitale terrestre bussa alla porta e il CNT-TPD è sempre più preoccupato per il futuro delle emittenti indipendenti e locali. È ormai assodato che il Governo non ha fornito (né dimostra di farlo) "ossigeno" sufficiente per la loro sopravvivenza, pensando solo ad accelerare il passo per uscire dall'impasse europea e salvarsi dalle pesanti sanzioni economiche in tema di "pluralismo non garantito"...

Il CNT-TPD ricorda che allo stato è difficilissimo per molte Tv locali trovare risorse tali per cui ciascun operatore di rete locale potrà offrire sei canali Tv o due ad Alta Definizione! Forse non ci si rende conto degli sforzi economici che stanno compiendo gli imprenditori locali per il passaggio al digitale, investimenti dissanguanti, in un periodo già duro per la crisi.

Chi resta, lo fa nella piena solitudine. Con poche certezze, e con i contributi statali in via di drastica riduzione. Come si può parlare di futuroO E mettiamo il caso che gli operatori locali decidessero di vendere parte del loro spazio, non tutte potranno farlo, visto che c'è un tetto massimo a livello nazionale e chi può comprare sono solo i "giganti", Rai e Mediaset (e anche se questo fosse possibile, si immagini la ripercussione in termini di pluralismo).

A confermare la fotografia del CNT-TPD, basta leggere ciò che pochi giorni fa ha detto lo stesso direttore generale della Rai, Mauro Masi, in audizione in vigilanza Rai: ''Occorre fare investimenti ingenti''. Questo, quindi, rende ben chiara quale sia la situazione al momento, fermo restando gli altri problemi, ancora gravanti, accesi dai recenti provvedimenti normativi che sono intesi ad affondare anche le Tv nazionali indipendenti (mux assegnati, numerazione LCN, ecc.)».

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