Tv locali: switch-off tra mille incertezze

I problemi del passaggio al digitale –

Un intervento davvero interessante, che, al di là dei facili e magari interessati entusiasmi, dà l’idea di quanto sia arduo e complesso per le Tv locali lo switch-off verso il digitale in corso in queste settimane, è stato ospitato dal periodico della FRT.

Ecco l'articolo in questione, apparso qualche settimana fa su 'Radio&TvNotizie' della FRT e che ripubblichiamo volentieri perché fa un quadro molto 'lucido' della (difficile) situazione:

«Con la trasformazione al digitale terrestre i soggetti maggiormente a rischio sono, senza dubbio, le Tv locali come l'Associazione Tv Locali FRT ha sempre sostenuto, temendone, fin dall'inizio, il sostanziale disinteresse da parte delle Istituzioni periferiche (Regioni e altri).

La necessità di cambiamento dalla tecnologica analogica a quella digitale non è stata mai messa in dubbio. Le preoccupazioni riguardano semmai la gestione delle criticità e della tempistica che non devono essere mai sottovalutati. È indispensabile, per esempio, che non vi siano ritardi nella pianificazione e conseguente assegnazione delle frequenze. In tal senso va rilevato che le emittenti locali sono chiamate ad effettuare investimenti “al buio” prima ancora cioè di conoscere su quale canale trasmetteranno il proprio segnale.

Se il canale digitale assegnato a titolo definitivo sarà diverso da quello analogico (già a suo tempo convertito in digitale) occorrerà sostenere ulteriori costi di adeguamento degli impianti. Nel caso della Regione Lazio, la tardiva convocazione del tavolo tecnico dell'Agcom, dovuta a problematiche di coordinamento internazionale, non ancora definitivamente risolte, ha avuto la conseguenza di stringere troppo i tempi tra l'assegnazione delle frequenze digitali, sulle quali le emittenti dovranno trasmettere il segnale, e lo switch-off.

Per le Tv locali risulta, pertanto, assai difficile programmare investimenti e pianificare attività di impresa in un contesto caratterizzato da forti elementi di incertezza. Strettamente collegato alle frequenze è il problema dei c.d. diritti d'uso. È risaputo che le emittenti locali concessionarie in analogico man mano che si andrà avanti con il calendario ministeriale relativo agli switch-off acquisteranno (previa domanda) la qualifica di operatori di rete. A distanza di quasi un anno dal primo switch-off, quello della Sardegna, non è stato ancora determinato l'ammontare dei diritti d'uso che gli operatori di rete (ex concessionari) devono corrispondere allo Stato. L'applicazione delle norme vigenti previste in materia dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche, basate sul numero e sulla potenza degli impianti, porterebbe al pagamento da parte delle emittenti televisive locali di somme assolutamente esorbitanti e insostenibili.

Altro problema enorme che grava sulle emittenti locali operanti nelle aree oggetto di switch-over, e ancor di più su quelle impegnate nello switch-off, è quello relativo alla pre-sintonizzazione automatica dei canali sul telecomando (LCN). In queste aree, in attesa che l'Agcom si pronunci, si stanno moltiplicando i conflitti sulle posizioni 8 e seguenti all'interno dei quali si è venuto a creare un interregno ingovernabile. In queste aree lo stato di confusione è destinato a crescere ulteriormente a causa di quei modelli di decoder e televisori integrati che non mantengono la sintonizzazione dell'utente poiché durante la notte, automaticamente, viene fatto il c.d. “refresh” che riconduce il tv su quanto programmato dal produttore di apparati.

Per scongiurare la fine di molte Tv locali le Istituzioni hanno il dovere di intervenire senza esitazioni. Le soluzioni proposte dall'Associazione Tv Locali FRT non mancano, è arrivata l'ora di attuarle».

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