Tvrs: in 21 a casa

Continua la vicenda davvero sconcertante di Tvrs nelle Marche. Da settembre 21 dipendenti in mobilità. Sono licenziamenti ‘preventivi’ per una crisi che per adesso non sembrava esserci.

La vicenda è stata riassunta così dal sito www.giornalisticalabria.it:

“Dal 1° settembre, per 21 dipendenti di Tvrs, la storica emittente televisiva marchigiana, da oltre quattro mesi nella bufera per l'annunciata chiusura senza ragioni tangibili ed evidenti, cesserà il rapporto di lavoro cedendo il posto al dramma della disoccupazione.
Mercoledì scorso, infatti, giornalisti e tecnici hanno ricevuto la lettera di licenziamento quale epilogo di una vicenda al centro di roventi polemiche da parte dei sindacati - con in testa il Sindacato dei giornalisti marchigiani guidato da Roberto Mencarini - , dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico. Tutti desiderosi di vederci chiaro sulla sorte dei 21 dipendenti di un'azienda i cui conti non sembra siano mai stati in rosso, anzi il bilancio risulta addirittura in attivo.

Fallite le trattative, nella sede della Regione Marche, l'editrice “Beta spa” non si è limitata a mettere in mobilità i 21 lavoratori, ma si è presentata alla conferenza stampa indetta dai sindacati con il proprio rappresentante legale Gabriele Betti, che ricopre anche l'incarico di direttore dell'emittente televisiva.
Singolare la giustificazione di Betti, secondo il quale il provvedimento è stato dettato dalla “necessità di scongiurare il tracollo dell'azienda, come avvenuto nelle emittenti pugliesi”. Quindi ha aggiunto che “è stato deciso di cessare l'attività di produzione di programmi e contenuti editoriali, nella prospettiva di riprendere l'attività nei prossimi anni, con più canali”.

Intanto, secondo Betti, Tvrs potrebbe “trasmettere videocassette e registrazioni di chiunque ci sottoporrà programmi già confezionati”. Giustificazioni e ipotesi immediatamente respinte al mittente dai sindacati, presenti con il segretario aggiunto del Sigim, Piergiorgio Severini, il segretario provinciale della Cgil, Aldo Benfatto, e l'avv. Mauro Buontempi, legale dei giornalisti licenziati.
I sindacati hanno contestato alla Beta spa che “Tvrs dopo aver incassato dallo Stato, negli ultimi cinque anni, contributi per due milioni e 480.000 euro, continuerà a produrre utili senza avere dipendenti. Un precedente assoluto in Italia”.

Quindi Sindacato dei giornalisti e Cgil hanno annunciato battaglia contro l'eventuale assegnazione da parte del Ministero delle Comunicazioni, a Tvrs del canale 11 “per trasmettere pubblicità e fare televendite dopo aver messo sulla strada 21 famiglie”. E l'appuntamento è dietro l'angolo: il 12 settembre.

Una vicenda incredibile, insomma, che Severini ha riassunto in una “crisi finanziaria solo preventivata, che ha dato vita a licenziamenti preventivi”. Tesi eloquentemente confermata dallo stesso amministratore delegato Betti, che ha candidamente ammesso che “il bilancio 2012 risulta in pareggio grazie ad un contributo dello Stato di 600mila euro, ma questo introito non si ripeterà nel 2013. Tanto è vero che quest'anno l'emittente prevede una perdita di 400mila euro”.

All'inizio della scorsa settimana si sono poi verificate alcune situazioni poco piacevoli fra alcuni dei 21 dipendenti in oggetto, che dicevano di non aver ricevuto la lettera di licenziamento e si sono inutilmente presentati al lavoro nella sede di Tvrs.

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