Un anno nuovo con mille incognite

Editoriale dicembre 2013 –

Quando i nostri lettori scorreranno queste note, probabilmente saremo in piena atmosfera di fine – inizio anno e il 2014, giovanissimo, inizierà dunque la sua inevitabile corsa. Si diceva lo scorso Capodanno e lo si ripete anche questa volta: da salvare nei 365 giorni trascorsi c’è ben poco, l’unica cosa da augurarsi è che le cose cambino radicalmente da gennaio in poi. In tutto questo c’è non solo retorica e (tanta) scaramanzia ma anche forse un po’ di esagerazione, perché in dodici mesi succed…

Quando i nostri lettori scorreranno queste note, probabilmente saremo in piena atmosfera di fine - inizio anno e il 2014, giovanissimo, inizierà dunque la sua inevitabile corsa.

Si diceva lo scorso Capodanno e lo si ripete anche questa volta: da salvare nei 365 giorni trascorsi c'è ben poco, l'unica cosa da augurarsi è che le cose cambino radicalmente da gennaio in poi. In tutto questo c'è non solo retorica e (tanta) scaramanzia ma anche forse un po' di esagerazione, perché in dodici mesi succedono tante cose e non sono ovviamente proprio tutte da buttare. Ma è umano ricordare prima di tutto (e lamentarsi molto) delle cose brutte, che nel 2013, del resto, non sono davvero mancate.

Sulla politica, che tanto abbiamo analizzato in tutti questi anni in questi editoriali, non sembra ci sia molto da dire: la pessima legge elettorale esistente, alla fine, l'ha dovuta cancellare la Corte Costituzionale, perché in Parlamento in molti anni non si era venuti a capo della questione.

A sorpresa nel 2014 abbiamo poi lo stesso (molto) anziano presidente della Repubblica di inizio 2013 e a lui spetta dunque, ancora per un po', il messaggio di fine anno, altro classico rito scaramantico. C'è poi chi ha predisposto per lui una bella procedura di 'impeachment' e onestamente queste sono proprio le cose che nel 2014 vorremmo tanto non vedere più, così come le urla, gli insulti, il furore indiscriminato e fuori controllo che in tanti nel Paese praticano, sulla scia di un importante (ormai) leader politico che va nelle piazze a fare show ma soprattutto a urlare contro tutti, fra le solite ali di folle plaudenti.

Il 2013 è stato anche l'anno della condanna definitiva di Berlusconi e della sua 'revoca da senatore'; parrebbe cosa da archiviare (finalmente) ma naturalmente non è così e allora riecco nientemeno che Forza Italia, mentre il fido Alfano preferisce a sorpresa mantenere in vita il Governo Letta, estremo tentativo di dare una guida a un Paese ormai in preda a un caos quasi incontrollabile, e si stacca da Berlusconi, fondando un altro partito di Centro-Destra.

Il PD fa le sue solite primarie e incorona finalmente Renzi, che adesso dovrà affrontare prove dure, scendendo da quell'aureola mediatica in cui finora ha vissuto così bene, acquisendo una popolarità non si sa bene su cosa fondata (quasi nessuno sa come abbia realmente governato Firenze).

Diciamola tutta: nessuno sa cosa succederà in questo 2014. Non dovrebbero esserci elezioni, sulla carta, ma con una situazione politica così instabile non si può prevedere quasi nulla e in ogni caso si voterà per le Europee. In questo caso non sarà divertente - riteniamo - assistere al durissimo confronto fra 'europeisti' e anti-euro, ma la crisi senza fine in cui ancora viviamo e le nefaste politiche di 'austerità' imposte ai Paesi indebitati come il nostro produrranno la necessità di un 'capro espiatorio', che molti individueranno nell'Euro, da bruciare proprio come il vecchione a Capodanno, appunto. Francamente, tutto ciò ci pare autolesionismo puro, ma anche qui sono in tanti ad applaudire e allora avanti così, verso dove non si sa o forse è meglio non pensarci.

Poi ci sono i problemi del nostro settore, i media in crisi, la carta stampata che arranca perché in mano ai giovani non si vede più un giornale, la Tv che si interroga su come sopravvivere nell'era della perenne connessione on line di (quasi) tutti, la Radio che prova a trovare un suo (ulteriore) spazio in uno scenario così mutato, in generale una trasformazione rapidissima e radicale che coinvolge tutto e tutti, cancellando ogni residua certezza.

Il 2014 porterà un po' di chiarezza su questo, perché si possa imboccare (lo diciamo agli editori radiotelevisivi che ci leggono da sempre) una strada anziché l'altra a ragion veduta? Non crediamo sarà così, ma brindiamo lo stesso al nuovo anno. Ci accontenteremmo anche solo di capirci un pochino di più.

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