Un IBC in 3 Dimensioni

Editoriale del mese: ottobre 2010 –

Questo mese, come già accaduto in passato, cedo lo spazio dell’editoriale a un collega, stavolta Antonio Franco, che ci fa un resoconto di quanto è emerso dal punto di vista tecnologico al recente IBC di Amsterdam (Mauro Roffi).

Mai come in questo periodo (nonostante il momento di flessione economica) la tecnologia riveste un ruolo fondamentale per il mondo della produzione audiovisiva. Anche il recente IBC ha evidenziato, se ve n'era ancora bisogno, come oggi sia non solo strategico ma vitale investire sulle nuove tecnologie, per poter continuare ad operare in modo competitivo.

Così, nella produzione cine-televisiva è ormai impensabile competere sul mercato se non si dispone delle ultime tecnologie HD e 3D. E l'IBC si è rivelato anche stavolta una vetrina importante per conoscere e approfondire nuove proposte e per valutare le soluzioni più adeguate per le specifiche esigenze. Vediamo allora quali sono state le tendenze di massima emerse.

Innanzitutto, manco a dirlo, il citato 3D, in tutti i suoi aspetti e in tutte le forme, con o senza occhiali. L'attenzione degli addetti ai lavori è elevata: tutti sono coscienti che non possono ignorare l'argomento. La standardizzazione, a questo punto, è il passaggio obbligato per proseguire il percorso. E, certamente, la possibilità di eliminare il 'terzo incomodo' (gli occhiali) sarebbe un grande passo avanti.

Non è poi assolutamente pensabile poter affrontare la sfida dello switch-off digitale con strutture tecnologiche obsolete e superate, quantunque già migrate in digitale. La Tv digitale terrestre “obbliga” l'editore a potenziare le capacità produttive, cercando di mantenere, nei limiti del possibile, invariati i costi di gestione, visto che bisogna moltiplicare per 3-4 il numero dei canali trasmessi e non necessariamente il mercato pubblicitario risponderà immediatamente alla nuova moltiplicata offerta.

Ecco quindi che le ultime e più avanzate soluzioni possono rispondere a queste mutate esigenze. Parliamo di software e hardware dedicati all'archiviazione e alla gestione e distribuzione dei contenuti, di infrastrutture capaci di supportare sempre maggiori flussi di workflow, di newsroom che possano alleggerire il trauma della migrazione ai redattori e, allo stesso tempo, aumentarne la produttività.

E allora riserviamo qualche accenno ad alcune di queste soluzioni.

Il rivoluzionario MAM della Media Alliance, ad esempio, consente di ricercare tutti i contenuti relativi ad un personaggio anche con l'analisi di pochi secondi di video o audio invece che con l'inserimento testuale dei metadati.

I nuovi sistemi di collegamento basati su SIM UMTS (Vomodo e Live-U) permettono di collegarsi velocemente con lo studio da qualsiasi parte del territorio.

Per ciò che riguarda la trasmissione Tv, il nuovo DVB-T2 era ormai disponibile negli stand di alcuni produttori, come la stessa Screen Service; ma c'erano anche nuovi dispositivi per i moduli amplificatori, come il Philips BLF-878, che consente di aumentare l'efficienza degli apparati, ridurre le dimensioni e abbassare molto i consumi di energia.

Per la Radio, apparati sempre più efficienti, di elevata qualità e a prezzi sempre più contenuti. Per il cinema, un nuovo concetto di cine-camera, se mi passate il termine; sulla scia della RED, ecco la Panasonic 101, ma anche l'annuncio di una nuova Sony, sulla scia invece della F35, ma ad un prezzo certamente più abbordabile, per gli appassionati film maker che non hanno mai accettato completamente l'uso del tradizionale camcorder.

In termini generali, infine, una situazione di mercato che segna una flessione negli investimenti (anche pubblicitari) ma allo stesso tempo obbliga a non restare fermi, alla finestra, a guardare cosa succede. In questo senso, non rappresenta certo un esempio positivo la situazione che si è venuta a creare in Rai, per la quale vi rinviamo all'articolo di questo stesso numero.

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