Un nuovo ‘caso Radio-Tv’ in Polonia

Famosa per la sua potenza all’epoca dei ‘gemelli Kaczynski’ al Governo in Polonia, Radio Maryja trova adesso seri ostacoli per la “sua” emittente televisiva, TvTrwam. Quest’ultima è stata esclusa dal digitale terrestre polacco.

La decisione del Consiglio nazionale della Radio e della Tv polacca (Krrit) di escludere la Televisione Trwam ha creato una sorta di rivolta nel mondo cattolico polacco, molto forte e radicato nelle zone rurali. TvTrwam è l'unica Televisione cattolica del paese, nata nel 2003 come “figlia” di Radio Maryja ed è stata esclusa dalla piattaforma digitale nazionale che dal 2013 darà accesso gratuito ai polacchi ad una serie di emittenti. Tv Trwam potrà trasmettere solo sul satellite e chi vorrà seguirla dovrà pagare un abbonamento.

La motivazione espressa dal Krrit è che l'emittente non è stata ritenuta di pubblica utilità ed ha un numero di inserzionisti pubblicitari tale da potersi autofinanziare.
Una decisione, ritenuta talmente «grave e lesiva della libertà di informazione» dai vescovi polacchi, che ha provocato, oltre alle inevitabili polemiche, una raccolta di firme e l'intervento diretto dell'Episcopato e dei politici cattolici, attirando anche l'attenzione della Fondazione dei Diritti dell'Uomo di Helsinki.

Secondo i vescovi «l'esclusione di una Tv cattolica viola il principio del pluralismo e di uguaglianza davanti alla legge»; inoltre, «la maggioranza dei polacchi è cattolica» e «ha diritto ad avere libero e gratuito accesso ai programmi televisivi di Tv Trwam», che opera nel Paese da oltre otto anni e può contare su una solida redazione e un pubblico numeroso.

Per contestare la decisione è sceso in campo anche il fondatore di Radio Maryja, il vescovo Tadeus Rydzyk, che se l'è presa con i “soliti” comunisti. Una presa di posizione che farebbe sorridere, se non fosse che nel 2006 con una lettera aperta alla Conferenza episcopale polacca, il Nunzio apostolico monsignor Jozef Kowalczyk aveva chiesto ai vescovi di richiamare all'ordine Radio Maryja, che non ha mai rinunciato ad assumere prese di posizione antisemite, fino a far dichiarare ad uno dei suoi speaker: "Gli ebrei hanno tratto vantaggi economici dall'Olocausto".

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