Un ‘nuovo’ Santoro torna su RaiDue

 

Anche il pubblico alla fine forse è rimasto un po’ dubbioso: la prima puntata di ‘Italia’, il programma ‘periodico’ (se ne riparlerà in dicembre e sono previste quattro puntate in tutto, per ora) con cui Michele Santoro ha fatto il suo rientro su quella RaiDue che ne celebrò anni fa i trionfi e poi lo bandì per vari anni dai teleschermi pubblici, è stata un qualcosa di inedito, un po’ sconcertante, con momenti anche affascinanti e interessanti e altri che sembravano sconnessi tra loro. Mancava un filo conduttore vero e proprio, stavolta, quasi che quel dirigibile cui il programma si ispira sia ancora alla ricerca del vero approdo, che l’arrivo al Polo Nord sia più un desiderio un po’ lontano che un risultato raggiunto.

Di qui - forse - anche l’audience, che non è sembrata né ottima né ‘tragica’, passando di poco l’8% di share, un risultato buono per RaiDue ma magari non all’altezza dell’‘evento’ o di alcune aspettative.

L’importante - sembrava di capire - era proprio ‘quella cosa lì’: Michele torna a casa, ce l’ha fatta, dopo tante disavventure e tanta strenua resistenza, e salutando di nuovo il pubblico delle reti pubbliche, fa capire che la cosa ha provocato in lui parecchia commozione, un aspetto un po’ inedito per un uomo di battaglia del suo stampo. Non è l’unico della serata: Santoro sembra infatti nell’occasione, almeno a tratti, un po’ un ‘papà’ dei conduttori di talk-show d’informazione, non va all’assalto degli ospiti come faceva un tempo, non fa requisitorie né processi, nelle interviste è ‘buono’, comprensivo, non perde d’efficacia ma mette a suo agio l’interlocutore. Sembra - anche se forse esageriamo un po’ - un lontano parete del condottiero che allestiva ‘trasmissioni a tesi’ in cui il malcapitato politico di turno (di solito del Centro-Destra ma ultimamente anche Renzi era finito di frequente nel mirino) doveva difendersi contemporaneamente dagli altri ospiti, da Travaglio e Vauro, dai filmati, dai collegamenti con le piazze e da Santoro stesso, che guidava l’orchestra con maestria, non senza frenare magari alcuni eccessi di Travaglio.

Tutto era un po’ addolcito ieri sera, c’era proprio il ritorno in Rai di Michele da celebrare e gli ospiti erano lì soprattutto per ‘partecipare’ a questa particolarissima serata.

Un tono paterno quello di Santoro, dunque, e in più un paniere pieno di ricordi, diventati alla fine abbastanza dolci anch’essi; le citazioni di quanto avvenuto in passato si sono sprecate e se l’editto bulgaro è stato citato solo dalla brava Geppi Cucciari (c’erano infatti anche i comici e anche Saverio Raimondo ha fatto una breve apparizione), Santoro stesso ha rievocato altro: i cittadini che gli consentirono di creare con i loro contributi il primo ‘Servizio pubblico’, la famosa puntata con Berlusconi ospite intento a spolverare la sedia di Travaglio che sembrò far ‘risorgere’ il Cavaliere (‘Bersani perse le elezioni a favore di Grillo’ - dice Santoro, ma è solo una mezza verità: Berlusconi nel 2013 arrivò a un’incollatura dal Pd e sfiorò il premio di maggioranza del ‘Porcellum’ alla Camera e Santoro contribuì a suo modo a ‘rilanciarlo’, per l’ennesima volta).

Il paniere dei ricordi non è mica finito: ecco Giulia Innocenzi sempre alle prese con i social, come un tempo, e a lei spetta il compito di citare il sito di ‘Servizio pubblico’ (l’ultimo programma di Santoro), che per una trasmissione in onda sulla Rai e che si chiama invece ‘Italia’ fa un po’ un corto circuito di per sè.

Ma la trovata vera è un’altra: il lungo filmato sulla dorata vita dei ricchi e su Ibiza che intervalla le interviste in studio è un’altra citazione: ricorda una famosa puntata di ‘Sciuscià’ di Santoro che illustrava la ‘dolce vita’ della corte berlusconiana. È vero però che tanta acqua è passata sotto i ponti - per tutti - e fa tenerezza rivedere Lele Mora che ora assiste i poveri e rievoca l’amore per l’ingrato Corona.

Il taglio netto col passato invece è nell’impostazione della ‘parte talk show’: non si parla per nulla - per chiara scelta - di attualità politica e, per carità, il referendum qui non è all’ordine del giorno. Si cerca di volare più alto, con risultati alterni, fra media (i social, internet, i video hard che ‘uccidono’), costume, società, sindaci alle prese con i problemi delle metropoli, nuove promesse del mondo dello spettacolo made in Napoli. Unici politici in studio, De Magistris e Sala, ma appunto in veste di sindaci, mentre uno straordinario Alex Zanardi ha il compito di chiudere in gloria la puntata.

‘Ma Santoro senza Travaglio è qualcosa di mai visto’ - dice ancora Geppi Cucciari. Già ma Travaglio dov’è? La citazione sembra ideale per scovarlo fra il pubblico, intento anche lui a vedere che cosa fa stasera il collega di tante battaglie in questa sua ‘nuova vita’.

Visto da casa, il programma suscita emozioni, ha, come detto, momenti godibili ma sembra soprattutto qualcosa di appena abbozzato, l’inizio di un percorso che non si sa neppure dove porterà. Santoro saluta senza specificare al pubblico che ‘Italia’ tornerà solo fra più di due mesi; qualcuno lo cercherà magari mercoledì prossimo (se non nel ‘suo’ giovedì) su RaiDue ma al suo posto - come da promo - ci sarà invece un altro ritorno illustre in casa Rai, quello di Enrico Lucci.

Per adesso grazie a tutti, sipario, come direbbe Costanzo, e alla prossima.

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