Un progetto contro l’odio e il razzismo nei media europei

Il progetto ‘Respect Words: Ethical Journalism Against Hate Speech’ è biennale, è finanziato dall’Unione Europea e intende combattere i ‘discorsi di odio’, il razzismo e la xenofobia nei media europei, incrementando la qualità dei contenuti diffusi dai broadcasters continentali, in particolare mediante specifici programmi realizzati da una serie di emittenti radiofoniche che rappresentano sette Paesi della nostra Europa.

Il progetto ritiene infatti essenziale che i media europei promuovano valori di pace, tolleranza, solidarietà, diritti umani, diversità culturale, in particolare in un contesto di crisi umanitaria e immigrazione, e mettano in atto iniziative e progetti che aiutino a costruire nuove ‘forme di pensiero’ basate su integrazione, rispetto e diritti umani.

Dalla fine del 2017 e per sei mesi, ciascun partner radiofonico del progetto produrrà e trasmetterà 20 programmi, coinvolgendo tutti i media collegati (molte Radio sono infatti costituite in forma di network e legate a diverse altre stazioni, fino a un totale di 150 emittenti), per raggiungere in questo modo un totale di più di 4 milioni di ascoltatori a livello europeo.

Sono poi in fase di svolgimento una serie di incontri e seminari tesi a spiegare gli scopi del progetto e ad analizzare l’informazione realizzata dai media di ciascun Paese, per tentare di ‘ribaltare’ molti contenuti attualmente diffusi e promuovere i valori alla base dell’iniziativa.

In Italia, a Milano, dopo un primo seminario che si è tenuto all’Università Milano Bicocca lo scorso 28 febbraio, si è appena svolto un secondo appuntamento alla Statale, sempre nell’ambito del progetto Respect Words, che vede coinvolti in realtà otto Paesi europei: Italia, Spagna, Irlanda, Germania, Slovenia, Grecia, Ungheria e, come vedremo, anche Austria. La milanese Radio Popolare è capofila del progetto per l’Italia.

In ciascuno degli otto Paesi in questione i seminari servono anche a fornire i contenuti e le riflessioni che ad Atene nel mese di giugno troveranno una loro sintesi in un Codice Etico; quest’ultimo verrà poi presentato ufficialmente a Bruxelles nel mese di novembre.

Un altro strumento per realizzare i fini del progetto sarà la realizzazione di una mappa interattiva - in rete a disposizione di tutti - che conterrà le ‘buone pratiche’ realizzate in Europa: verranno così valorizzati settanta reportage audio e video di altrettante realtà ed esperienze ‘vincenti’ in materia di integrazione e comunicazione.

Un ulteriore strumento sarà la citata campagna radiofonica europea condotta nei vari Paesi e realizzata da ciascuna Radio del network europeo, per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche del progetto e per promuovere la conoscenza e l’utilizzo del Codice Etico nel frattempo varato.

Il secondo seminario di Respect Words, sotto la sigla generale ‘No hate speech in our media’, si è svolto, come detto, all’Università Statale di Milano il 6 aprile scorso e ha avuto come titolo “Come i media trattano l’argomento migrazioni e minoranze”.

I primi due relatori erano: Maurizio Ambrosini, Docente di Sociologia delle migrazioni all’Università di Milano, che ha trattato con dovizia di dati il tema “Troppa accoglienza? Le rappresentazioni dell’immigrazione e i dati effettivi”; Marcello Maneri, docente di sociologia dei media all’Università Milano Bicocca, che invece è sceso nel concreto dei media del nostro Paese, trattando il tema “Le scelte giornalistiche nel racconto dell’immigrazione”.

Dopo l’ampio intervento di Viorica Nechifor, giornalista e Direttrice dell’ANSI - Associazione Nazionale Stampa Interculturale, sul tema “Testate e Giornalisti MediaMente Diversi” (la relatrice ha evidenziato le difficoltà di svolgere la professione giornalistica per persone di origine straniera che però risiedono di fatto stabilmente in Italia), è intervenuto Pietro Suber giornalista di Mediaset e ricercatore, oltre che vicepresidente dell’Associazione Carta di Roma, sul tema “L’applicazione del codice deontologico Carta di Roma e la campagna contro gli hate speech”.

La Carta di Roma è un codice per i giornalisti nato perché i migranti sui temi che li riguardano direttamente non hanno, di fatto, ‘diritto di parola’. Anche le analisi sui media più recenti confermano infatti che il racconto del tema è affidato invece ai politici.

A coordinare i lavori del seminario alla Statale era infine Danilo De Biasio, nome notissimo a Radio Popolare, e ora direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano. Non a caso il terzo ed ultimo seminario di questa serie (sempre con tanto di crediti formativi per i giornalisti) si terrà il 4 maggio proprio all’interno del Festival dei Diritti alla Triennale di Milano e avrà come titolo “Rispetto e stereotipi: si può dirsi tutto senza fare male. Appunti per un nuovo codice deontologico per i giornalisti europei”.

 

Ecco, per chiudere, le sei Radio che affiancano nell’iniziativa l’italiana Radio Popolare e l’International Press Institute di Vienna (appunto in rappresentanza dell’Austria, ottavo Paese coinvolto): Radio Student 89.3 (Lubiana - Slovenia); l’emittente pubblica Ert (Grecia); Radio Dreyeckland 102.3 (Friburgo - Germania); Near 90.3 (Irlanda); Ema Rtv (Andalucia - Spagna); Civil Radio Fm 98 (Budapest - Ungheria).

Pubblica i tuoi commenti