Communications
Un prossimo decoder unico per l'Iptv
Ma la messa in commercio di un decoder unico permetterà soprattutto di raggiungere una massa più ampia di utenti contribuendo ad un migliore sviluppo e alla diffusione del digitale. La cooperazione tra più operatori è inoltre commercialmente strategica dal momento che permette di incrementare la domanda del consumatore finale, condizione essenziale per investire nelle infrastrutture. A questo contesto si collega la "strategia di Lisbona" varata dall'Unione Europea per il consolidamento della Società dell'Informazione, soprattutto tramite la crescita degli accessi alla banda larga e non ipotizzabile senza una domanda vivace, che giustifichi seri investimenti da parte delle società di telecomunicazione.
L'Iptv si pone come un'ottima opportunità e una prospettiva di sviluppo e business nel lungo periodo. Considerata una piattaforma nuova, con un mercato ristretto, ha iniziato a svilupparsi soltanto dal 2005 per effetto della concorrenza di Telecom Italia. Se i numeri dell'Iptv sembrano irrisori se confrontati con quelli del digitale terrestre e del satellite, nel lungo periodo l'Iptv potrebbe invece avere sviluppi interessanti.
Sembra infatti che nei prossimi anni l'Iptv coprirà un'ampia fetta del mercato delle Tv digitali, soprattutto in quelle aree dove non si è mai sviluppata la Televisione via cavo tradizionale.
La società di consulenza Gartner (http://www.gartner.com) in un rapporto presentato a inizio anno, ha stimato che nel 2007 si contavano 6,5 milioni di abbonati ai servizi di Iptv nel mondo. La cifra è triplicata nel corso del 2008, raggiungendo un valore pari a 19,6 milioni di utenti. Confindustria, nell'ultimo rapporto e-Content, prevede che il mercato crescerà del 71%, superando i 900mila iscritti al termine del 2009.
Insomma, il futuro delle telecomunicazioni e del broadcast è sempre più orientato verso i cross media e i contenuti televisivi verranno distribuiti contemporaneamente su digitale terrestre, satellite e Iptv, premessa essenziale per la nascita di un mercato orientato su tre direttrici, con piattaforme complementari e interoperabili e non in diretta concorrenza.
































