Un rinvio “salutare”?

Editoriale del mese: settembre 2010 –

La prima avvertenza è la solita di ogni estate: queste note – e tutto il giornale che state leggendo – sono sì ‘targate settembre’ ma sono state scritte nel luglio 2010, per via dei soliti problemi legati al mese di agosto, un periodo che esiste sì sul calendario ma nel quale svolgere qualsiasi attività lavorativa regolare sembra impossibile. Una tradizione tutta italiana alla quale non si sottrae neppure Millecanali, che quindi in agosto non solo non esce ma neppure può contare su una redazione…

La prima avvertenza è la solita di ogni estate: queste note - e tutto il giornale che state leggendo - sono sì 'targate settembre' ma sono state scritte nel luglio 2010, per via dei soliti problemi legati al mese di agosto, un periodo che esiste sì sul calendario ma nel quale svolgere qualsiasi attività lavorativa regolare sembra impossibile.

Una tradizione tutta italiana alla quale non si sottrae neppure Millecanali, che quindi in agosto non solo non esce ma neppure può contare su una redazione attiva e 'presente', pur senza mai 'staccare la spina' del tutto, come è d'obbligo in ambito giornalistico.

Insomma, se in agosto fosse successo qualcosa di importante e non ne trovaste traccia in questa rivista, sappiate che abbiamo dovuto anticipare la chiusura al 25 luglio circa e quindi, semplicemente, 'non essendo indovini', non potevamo darvene conto.

Un'estate di passione quella che si sta chiudendo per le Tv locali italiane. Dopo l'arrivo davvero inopportuno, per i tempi e i modi, del piano delle frequenze dell'Authority, ci sono diversi altri motivi di gravissima preoccupazione: semplicemente in diverse parti del Nord Italia prossimo allo switch-off non ci sono frequenze per tutti, quelle “valide” vanno per la grandissima parte alle Tv nazionali e le Tv locali si vedono assegnare frequenze 'a termine' (quelle che dovranno andare alle tlc) e altre da compatibilizzare (ma perché non si è provveduto in tempo?) a livello internazionale. La situazione è da 'allarme rosso' e la richiesta di rinvio, in attesa di tavoli a cui andare per risolvere qualche problema, prima di procedere con le scadenze, ci pare davvero il minimo. Ma in sede ministeriale, oltre che all'Authority, non sembra che stavolta ci sia l'intenzione di risolvere i problemi ma semplicemente di procedere oltre, ai danni delle locali. E questo ci pare un pessimo segnale, in vista di scadenze così importanti.

Intanto si è chiusa, almeno per ora, la questione dell'LCN, che tanti danni ha a sua volta provocato alle Tv locali nelle zone già passate al digitale. La soluzione dell'Authority non accontenta tutti, naturalmente, ma mette finalmente un punto fermo. Sarebbe adesso importante che, al di là dei ricorsi, si procedesse velocemente con le tappe successive, per porre fine alla 'guerra tra poveri' che ha 'disastrato' le Tv locali in diverse zone e ha provocato confusione e incertezza nell'intero settore.

Come da impaginazione 'particolare', siamo ai 100 numeri della rubrica “Osservatorio Isicult-Millecanali”, eccellente appuntamento mensile con i commenti e le note di Angelo Zaccone Teodosi di Isicult. Non è necessario - crediamo - essere sempre d'accordo con le tesi portate avanti con coerenza e convinzione da vari anni da Zaccone (neppure chi scrive è infatti “sempre d'accordo con Zaccone”, come è giusto che sia) per apprezzarne l'alto livello di analisi e la profondità, l'indipendenza di giudizio, la libertà di opinione che è alla base stessa della rubrica, l'originalità e il valore. Tutto è nato anni fa da uno scambio di mail fra chi scrive e Angelo Zaccone: perché non pensare a un 'Osservatorio mensile' sui fatti della Televisione, pepato quanto basta, indulgente con nessuno ma assolutamente non ideologico, mai appiattito su qualsivoglia posizione politica, libero nei giudizi, nelle analisi e nelle 'ricette' suggerite?

Facile a dirsi, difficilissimo a farsi, ma Zaccone da allora in poi ci è riuscito, mese per mese. È una rubrica che siamo fieri di aver pubblicato, dal n. 1 al n. 100, e che continuerà naturalmente a comparire sulle nostre pagine. Perché quello di Zaccone è un 'libero laboratorio di analisi e di giudizi' e se non ci fosse, al giornale (e non solo) mancherebbe qualcosa di bello e importante. Non ci mancherà neppure in futuro.

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